A dicembre il dimezzamento del prezzo del petrolio, le sanzioni economiche pretese dagli Stati Uniti all’indomani dell’annessione unilaterale della Crimea, e il deprezzamento del rublo stavano mordendo la Russia. A Mosca si temeva una fuga di capitali verso l’estero. Ma le previsioni dei politici e dei media occidentali erano fuori scala.