Nel Pd però arrivano i primi distinguo sulla linea politica del segretario. Ci dice Matteo Orfini: "La nascita del governo Draghi obbliga a riflettere soprattutto chi in questi mesi ha legato la linea e il profilo del Pd a Conte e al rapporto privilegiato col M5s. Una linea che non condividevo prima e che non voglio pensare possa essere riproposta per il futuro come se niente fosse". Tommaso Nannicini: "Ci sono interi territori abbandonati dal Pd, con commissari e dirigenti che nessuno vede e che garantiscono soltanto il patto oligarchico tra vecchi gruppi dirigenti, e sarebbe da marziani non accorgersene”.