Repressione armataI militari fanno una strage in BirmaniaIl generale Min Aung Hlaing, artefice del colpo di stato, ha promesso di “salvaguardare la democrazia” e ha minacciato i manifestanti d’essere uccisi con un colpo alla testa. Nelle ore successive la minaccia si è materializzata con una brutalità primitiva. Il ruolo della Cina e soprattutto quello della Russia di PutindiMassimo Morello27 MAR 21
reportage dal confineGuardando il Myanmar intrappolato dagli incubiI racconti da Mae Sot, uno degli snodi della via delle seta oggi puzzle tribale in perenne scomposizione. Qui i birmani rimasti sono intrappolati dal Covid e chi è tornato si è ritrovato a subire le violenze dei militaridiMassimo Morello23 MAR 21
tra le strade della protesta"In Myanmar non abbiamo alternative tra il vincere o il morire"“I militari usano munizioni letali, e a causa delle molte vittime la quantità di persone che partecipa alle proteste è diminuita. Però i manifestanti si stanno adattando. Molte township, ad esempio, hanno dichiarato l'autogoverno e mobilitato volontari per proteggere le loro strade. In una guerra di logoramento, vince chi regge di più!”diMaurizio Stefanini19 MAR 21
Morti e incendiAl confine della repressione birmanaDal primo febbraio, ci sono stati più di duecento morti. Ma la contabilità delle vittime è un esercizio tanto inutile quanto falso: tutte le fonti del Foglio confermano che, come accade per molti prigionieri, anche molti morti vengono fatti sparire. Non per paura dell’opinione pubblica. E’ per il motivo opposto: in un paese in cui l’occulto, la dimensione magica è pervasiva, il mistero, la sparizione dei corpi incute terrorediMassimo Morello15 MAR 21
La tonaca bianca contro i militariDopo il golpe in Myanmar tutto si è complicato, ci sono nuovi personaggi che interpretano il bene e il male, in tutte le loro declinazioni. Da una parte Suor Ann, dall'altra i trafficantidiMassimo Morello11 MAR 21
È sempre notte in MyanmarLo sciopero indetto da lunedì e le manifestazioni hanno colto di sorpresa i militari che cercano di opporsi alla resistenza mischiando minacce e violenza. L'ultimo boicottaggio e la morte di Khin Maung Latt, della National League di Aung San Suu KyidiMassimo Morello8 MAR 21
In Myanmar non andrà tutto beneUn'altra giornata di manifestazioni si è conclusa con altri 51 morti. Il movimento che ha ispirato la protesta non potrà continuare a lungo la sua lotta, costretto dalla repressione e indebolito dalla mancanza di leadership. Ci sono due potenze che guardano: Cina e Russia, che da questa crisi potrebbero volere cose molto diversediMassimo Morello4 MAR 21
regionalizzazione globaleLa crisi in Myanmar dà inizio all’epoca del tribalismoL’Asean dice: non intervento. Gli equilibri si sono trasformati, c’è il potere cinese e il resto è frammentatodiMassimo Morello3 MAR 21
Sulla repressioneLa "sindrome cinese" in MyanmarDifficile stabilire che cosa abbia innescato questa sindrome cinese. Forse la straordinaria vittoria di Aung San Suu Kyi alle elezioni di novembre. Forse qualche suo errore nella gestione della vittoria. Forse la paura dei generali di perdere potere e veder crollare i loro affari (tesi più accreditata). Quasi sicuramente ha contribuito la sua delegittimazione in occidente per la questione rohingyadiMassimo Morello1 MAR 21
In Myanmar lo spazio per una soluzione pacifica s’è chiusoLe proteste contro il colpo di stato dei militari non si fermano. un’unica domanda: che farà la Cina?diMassimo Morello23 FEB 21