Ci si sbaglia. Poi ci si corregge, si sa. Fino a qualche mese fa, elettore democratico, seppure più per tigna che per fede, ero convinto di una cosa: che peggio di Renzi non ci fosse (quasi) nulla. “Mejo n’artrosi” – come diceva la grande Franca Valeri –, che il novello Pupo Nostro dell’Ara Coeli.