Materie prime e non soloL’Iran è sotto sanzioni ma vende sempre più petrolio (alla Cina)La scorsa primavera, il ministro degli Esteri cinese ha siglato un accordo con Teheran che prevede quattrocento miliardi di investimenti da parte della Repubblica popolare nei prossimi venticinque anni. In cambio, greggio iraniano a prezzo di saldodiCecilia Sala17 NOV 21
Bassa tensioneHezbollah senza elettricitàIl Libano è al buio e il sostegno al Partito di Dio, che tiene in ostaggio il paese, è sempre menodiRolla Scolari15 SET 21
editorialiAntirazzisti, giù le mani da IsraeleAppello sul Monde di intellettuali contro la distorsione del conflittodiRedazione4 SET 21
Ecco come gli ebrei sefarditi sono stati costretti ad abbandonare le terre dell’islamQuasi un milione hanno lasciato i paesi arabi dove vivevano da sempre, ricorda il presidente degli Amis du Musée du monde séfaradediRedazione7 DIC 20
Trump o Biden? Per chi tifa il medio orienteIran, Qatar e palestinesi sperano nella vittoria del candidato democratico. Arabia Saudita, Israele, Emirati e Turchia punterebbero ancora su The DonalddiLuca Gambardella3 NOV 20
Un Foglio internazionalePer la pace, Israele deve essere forteCosa ci dice l’accordo con gli Emirati Arabi e il Bahrein. Scrive il Times of IsraeldiRedazione28 SET 20
EditorialiLa normalizzazione galoppa in medio orienteE' probabile che il prossimo sia l'Oman, che ha già ottimi rapporti con Gerusalemme. I palestinesi sono allibiti e ieri hanno minacciato di uscire dalla Lega araba, ma che possono dire? Cade la maschera della grande ipocrisia, i paesi arabi scoprono che si può fare la pace con Israele anche se è governata dal detestatissimo (dalla piazza araba) NetanyahudiRedazione16 SET 20
Un Foglio InternazionaleChe bello il nuovo medio oriente. Ai soliti detrattori non piace e vogliono lo scontroIl volo Tel Aviv-Abu Dhabi può inaugurare una stagione diversa. Perché è auspicabile che altri paesi adottino questa linea di normalizzazione, secondo Yedioth AhronothdiRedazione7 SET 20
La guerra senza strategiaObama mischia il timore di un genocidio e ragioni di sicurezza nazionale per disegnare una traballante “red line” con cui giustificare un intervento molto poco interventista contro lo Stato islamico in IraqdiMattia Ferraresi24 AGO 20
La guerra senza strategiaObama mischia il timore di un genocidio e ragioni di sicurezza nazionale per disegnare una traballante “red line” con cui giustificare un intervento molto poco interventista contro lo Stato islamico in IraqdiMattia Ferraresi24 AGO 20