E all’improvviso spunta un baffo dal profilo che si vorrebbe il più possibile neutro del presidente in pectore Sergio Mattarella: il baffo di Massimo D’Alema, colui che fu più volte candidato teorico per la stessa carica illustre (ohimè invano, come pure per altre cariche illustri, vedi quella di Mister Pesc, per la quale il baffo di D’Alema dovette arretrare davanti alla candidatura poi vincente di Federica Mogherini)