Per il nuovo presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, questa non è l’ora “né della rivoluzione né della controrivoluzione”. Per ottenere i 422 voti della grande coalizione composta da popolari, socialisti e liberali, Juncker ha fatto concessioni a tutti: all’Europarlamento e ai governi, agli europeisti e agli intergovernativi, ai rigoristi e ai flessibilisti.