Non c’è alcuna lotta tra pop e chic, è solo l’eterno ritorno dell’uguale (con pastorale americano-pugliese). Siamo sempre qui, ogni febbraio, ad aspettare qualcosa, a dire che noia, non fa ridere, ma che brutte canzoni, ma quante lampade si è fatto, qui a cercare il reggiseno di Arisa o le mutande di Belén, a sperare in qualcuno che inciampi e ad aspettare la parola peppevessicchio.