Quei litigi democratici a cui non siamo più abituatiRenzi gioca la carta delle dimissioni e anticipa il congresso. Il voto è più lontano, forse. Minoranza in tumultodiSalvatore Merlo13 FEB 17
Grillo prova a ballare sulla direzione Pd, ma si dimentica i serverIl comico pentastellato paragona la riunione del Partito democratico a Sanremo. Ecco cosa però gli sfuggediRedazione13 FEB 17
La direzione sbagliata del PdOrlando cita la Bad Godesberg per proporre un'alternativa "socialdemocratica" a Renzi. Ma, piuttosto, è "modernizzazione" la parola-driver di cui ha bisogno ora il partitodiUmberto Minopoli13 FEB 17
No voto, no party, no RenziAndare a votare, sfidando fino in fondo il partito della omogeneità-tà-tà, sarebbe stata la chance per sanare la ferita del 4 dicembre. Ma un altro film era possibile? Sì, e bisogna vederlo prima di parlare di congresso e dimissionidiClaudio Cerasa10 FEB 17
Renzi chiede Congresso e voto, la minoranza vuole un "cambio di rotta radicale". Cos'è successo alla direzione PdSostegno unanime al governo Gentiloni. Rimane aperto il dibattito sulla legge elettoralediRedazione12 DIC 16
Addio ai partitoni? BeneScissione (forse) o implosione. Pd e Forza Italia. Litigi a parte, ciò che non funziona più è la forma-partito novecentesca. In cui la politica si prendeva una delega in bianco. E il cittadino restava “senza scettro”.diMaurizio Crippa12 OTT 16
Quello che Ezio Mauro dimentica sulla "deriva" del PdLa mutazione del Pd è avvenuta non per capriccio di qualcuno ma perché nel 2013 1.895.332 persone hanno votato Matteo Renzi alle primarie per evitare che il Pd registrasse lo stesso fallimento ottenuto dal Pd guidato da Bersani e fortemente sostenuto dallo stesso giornale da lui direttodiClaudio Cerasa12 OTT 16
La minoranza del Pd decide di "vedere le carte" di RenziAll'indomani della Direzione del partito, Bersani, Gotor, Zanda e Speranza smentiscono qualunque ipotesi di scissione.diRedazione11 OTT 16
La ciccia oltre l’ItalicumIl segretario apre alla modifica della legge elettorale ma lo scontro con la sinistra rimane forte: la battaglia non è sui dettagli ma sull’identità “tradita” del Pd. Cosa rischia Renzi in mezzo alla palude delle correnti.diClaudio Cerasa11 OTT 16