Il terzo trofeo di fila vinto dagli azzurri è frutto di una efficacissima alchimia. Più dei bicipiti e del cuore di Cobolli, più del servizio e della voglia di riscatto di Berrettini, più della sintonia tra Bolelli e Vavassori, un grandissimo merito va al loro capitano, allenatore, mental coach e amico