Una volta innalzata, la tenda riformista, dice Marattin, " vuole comunque andare a formare una proposta politica – da una posizione fortemente minoritaria – con chi vuole abolire il Jobs Act, con chi vede meritocrazia, mercato e nucleare come tre bestemmie, con chi sogna ancora l’antiamericanismo dei cortei anni Settanta, con chi vuole la patrimoniale e considera il ceto medio come una massa di privilegiati. Con costoro è impossibile formare una proposta politica coerente per il governo del paese. Così com’è impossibile farlo con Salvini, Vannacci, Borghi e Bagnai”.