A Verona si è svolto il concilio ecumenico che avrebbe dovuto ricomporre le due anime del femminismo, quella differenzialista (o le aristoteliche, rappresentate da Adriana Cavarero), e quella queer-transfemminista (o le platonico-metafisiche, capeggiate da Judith Butler). Semplice immaginare la questione centrale del dibattito