L’addio di Ronaldo ha spiazzato i servi di Messi

Teniamoci stretto questo turno di Premier League, amici (e voi di Serie A, mi spiace), perché poi ricomincerà la palla della sosta per le Nazionali, e senza nemmeno un CR7 da attaccare. A Manchester stanno cantando Venditti, in Italia vi arrabbiate per la prostata di Totti

7 NOV 26
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Non ho dati precisi, ma penso che la canzone più cantata a Manchester questa settimana sia Grazie Roma del vostro Antonello Venditti. Nessuno, sponda United, avrebbe mai immaginato di poter vincere in rimonta – quasi in Ferguson style, si Carrick licet componere Alex – una partita buttata nel cesso dopo pochi minuti e un primo tempo interrotto dal lancio di oggetti in campo da parte dei tifosi ormai esauriti. Dopo avere regalato i tre punti al Real i giallorossi hanno resuscitato una squadra di zombie che molto probabilmente ricomincerà a perdere già domani contro l’Aston Villa, straziando ancora di più i cuori affranti dei mancuniani rossi, ridotti ormai a sperare soltanto nella squalifica dei rivali cittadini del City.
Teniamoci stretto questo turno di Premier League, amici (e voi di Serie A, mi spiace), perché poi ricomincerà la palla della sosta per le Nazionali – e senza nemmeno un Cristiano Ronaldo da attaccare, sport preferito dei giornalisti servi di Messi. Volendo trattare la Nations League come il maiale, e quindi non buttando via niente, segnalo un’ottima scusa per brindare a brandy (prima o poi ricomincerò anche con la bionda ben spillata): la convocazione in prima squadra di Jobe Bellingham e Josh King. Il fratello nonché sosia ufficiale di Jude sta giocando benissimo nel Borussia Dortmund, e il diciannovenne del Fulham fa ben sperare per il futuro dell’Inghilterra. Si gioca contro Spagna e Croazia e si spera che Harry Kane abbia superato i postumi della sbronza per il Pallone d’Oro, visto come ha giocato nelle partite dopo.
Brindo anche ad Amorim, in piena fase schizoide come da me previsto qualche giorno fa su queste pagine: per i media che la sanno lunga prima del derby era un incompetente presuntuoso, dopo il derby un genio, dopo l’Europa League un cretino “cervellotico”. Lasciate che domani batta il Genoa e tornerà a essere il numero uno. Chi difficilmente tornerà a esserlo è Massimiliano Allegri, sempre meno coperto dalla stampa amica e sempre più scoperto dalle prestazioni sul campo di un Napoli al cui confronto il Manchester United sembra un gruppo coeso e vincente. Alzo un bicchiere di calvados per il Lens, fatto a pezzi dal Como che qualcuno ha anche il coraggio di criticare non in quanto operazione societaria posticcia e senza cuore, ma perché non si è fermato dopo i primi 4-5 gol segnati ai francesi in Champions. Qualcuno dica ai moralisti da social che in quella farsa di torneo europeo è decisiva la differenza reti, e che tra 60 minuti di melina e 90 di attacchi e gol persino un conservatore retrogrado come me preferisce la seconda opzione. Ma sappiamo bene che c’è sempre qualcuno che si deve lamentare di qualcosa, basti pensare che gli urologi italiani sono riusciti a criticare Francesco Totti che durante la presentazione del suo libro ha raccontato con tono comico la sua visita alla prostata: “Non è una barzelletta”, hanno pontificato i vertici della Società italiana di urologia col ditino alzato. E meno male che era solo alzato.