Il Napoli senza anima di Allegri

Forse la squadra dopo Conte andava rifondata, cercando uomini con un piglio diverso, orgogliosi di vestire la maglia azzurra. Forse De Laurentiis avrebbe dovuto ascoltare per una volta la città. Cosa che di solito non è giusto fare e che infatti mai ha fatto. Però Napoli è una città diversa dalle altre

Immagine di Il Napoli senza anima di Allegri

Massimiliano Allegri (foto Getty)

Non so come stia vivendo Massimiliano Allegri la sua attesa. Non so se il quadro che ha davanti è statico o in movimento. Non so nemmeno se tutto quello di cui si parla è vero o romanzato. Ma il Napoli, tra mille dubbi anche ideologici (Allegri ormai è un’ideologia) sta lentamente roteando nel solito gorgo di malintesi, vizi, poveri pensieri. La squadra non corre e se lo fa, corre piano. I giocatori sembrano appartenere ognuno alla propria industria, dove il fatturato non dipende dalla relazione con gli altri, ma da un personalissimo bilancio. Vado, tiro e segno, vado, non tiro e non segno. Oppure vado, attacco la profondità, come dicono tutti ormai, però non torno indietro, o forse si, ma nel frattempo...
Ecco il gioco del Napoli riassunto in poche righe, tra le quali manca il gossip, alimentato da frasi molto imprudenti, di quelle che di solito non si sentono pubblicamente. Dicono che Anguissa non parla mai e si fa gli affari suoi. Dicono che De Bruyne, con la bacchetta sempre alta, stia sul punto di scivolare, come accadeva a Franco Ferrara, forse il più grande direttore d’orchestra di tutti tempi, che cadeva dal palco per le troppe emozioni provate durante le sue esibizioni. Che poi, magari fosse quello il motivo, l’emozione.
Al Napoli non sembrano più cercarla l’emozione. E cosa diventa una squadra se non ha dentro un sentimento da esprimere, un’anima da rivelare? Quando parlo di attesa, per Allegri, mi riferisco alla sua presenza davanti alla sbarra, mentre sta rientrando la giuria per un verdetto che però sembra scontato. De Laurentiis, scegliendo il toscano, si è preso un grande rischio, affidandogli una squadra che non gli assomiglia per niente. Il Napoli, fin da subito, ha difeso male con nessuna percezione del pericolo, e attaccato addirittura peggio, improvvisando con lentezza. Adesso sembrano tutti orfani di Conte, al quale però qualcuno fece la guerra anche la scorsa stagione. Forse il Napoli andava rifondato, cercando uomini con un piglio diverso, orgogliosi di vestire la maglia azzurra. Forse De Laurentiis avrebbe dovuto ascoltare per una volta la città. Cosa che di solito non è giusto fare e che infatti il produttore mai ha fatto. Però ritengo Napoli una città diversa dalle altre, una città dove il sole si confonde con la luna, e una parola provoca mille rumori. Non si dorme a Napoli, non si parla solo una lingua, non si vive senza la squadra, ma si cerca nel calcio un modo di essere, di appartenere. Il Napoli è di Napoli, mentre il mondo è di nessuno.