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Crippa alla conquista di New York: “Dopo Parigi sogno di vincere qui”
"Senz’altro correrò coperto, senza inseguire qualche fuga della prima ora. Poi, dopo il trentesimo chilometro, se starò bene, farò la gara che ho in mente. Diciamo che il podio potrebbe essere alla mia portata, ma non nascondo che sogno la vittoria". Yeman Crippa si prepara alla Maratona di New York
31 OTT 26

(Foto Getty)
"Ho pensato a New York poche ore dopo aver vinto a Parigi. Con quel risultato non potevano dirmi di no”, racconta al Foglio Sportivo Yeman Crippa, appena arrivato nella Grande Mela. “La risposta non è stata immediata, hanno i loro tempi, ma poi è arrivato il via libera. In fondo sono stato il primo europeo a vincere sotto la Torre Eiffel”.
Per Yeman Crippa sarà l’ottava maratona, dopo l’esordio a Milano nel 2023, chiuso con un quinto posto in 2 ore, 8 minuti e 57 secondi. Molto meglio l’anno successivo a Siviglia, quando con 2h06’06” stabilì il record italiano, poi superato nello stesso anno a Valencia da Yohanes Chiappinelli. Il primato appartiene ora a Iliass Aouani, che nel 2026 ha corso la maratona di Tokyo in 2h04’26”.
Certo, a New York non si viene per inseguire il cronometro. Il percorso è stupendo, il tifo meraviglioso, ma non è una maratona veloce. “È una gara bellissima, iconica, ma molto più difficile di Parigi. Il percorso è tosto – sottolinea Crippa – Bisogna che tutto vada per il meglio. Senz’altro correrò coperto, senza inseguire qualche fuga della prima ora. Poi, dopo il trentesimo chilometro, se starò bene, farò la gara che ho in mente. Diciamo che il podio potrebbe essere alla mia portata, ma non nascondo che sogno la vittoria. Non c’è un superfavorito. I più quotati, secondo me, sono il vincitore dell’anno scorso, il keniano Benson Kipruto, e lo svedese Andreas Almgren, fresco campione del mondo di mezza maratona, che terrei particolarmente d’occhio. Mi sono allenato bene, con una media di 200 chilometri alla settimana”.
Arrivare tra i primi cinque vorrebbe dire, secondo quanto indicato nel pezzo, staccare subito il pass per la maratona olimpica di Los Angeles 2028 e non avere più pensieri per i prossimi due anni.
Per non lasciare nulla al caso, Crippa è arrivato a New York nove giorni prima della gara, venerdì 23 ottobre, in modo da smaltire gli effetti del jet lag. Non era mai stato nella Grande Mela. “Fino a mercoledì 28, quando mi sono trasferito nell’albergo messo a disposizione dagli organizzatori, sono stato in un appartamento con il mio allenatore Massimo Pegoretti. Ho corso tutti i giorni, all’inizio anche venti chilometri, sempre seguito dall’allenatore in bicicletta, per poi scendere a dieci. Central Park è stupendo per correre, ma mi sono allenato anche lungo l’Hudson, dove ci sono camminamenti pedonali e piste ciclabili protette. È una città affascinante, con i suoi grattacieli, ma non ci vivrei. Meglio Trento, una realtà più tranquilla, più adatta a me. Comunque, alla vigilia della maratona arriverà la mia ragazza. Dopo faremo qualche giorno in città, poi andremo a Washington e quindi in Florida, fino al 14 novembre”.
Gli italiani che hanno vinto la maratona di New York sono tre, per un totale di quattro successi maschili: Orlando Pizzolato nel 1984 e nel 1985, Gianni Poli nel 1986 e Giacomo Leone nel 1996. A questi bisogna aggiungere Franca Fiacconi, vincitrice della gara femminile nel 1998. Il risultato migliore degli azzurri negli ultimi anni è stato il settimo posto di Iliass Aouani nel 2023. L’anno scorso Daniele Meucci, neoquarantenne, ha chiuso con un ottimo decimo posto. Per ritrovare un italiano sul podio bisogna risalire al 2021, quando Eyob Faniel, dopo una corsa a lungo condotta in testa, concluse al terzo posto.
Domani è prevista una bella giornata, una classica giornata di Indian Summer, il colpo di coda novembrino dell’estate, con temperature comprese tra i 7 e i 18 gradi. “Non sono condizioni ideali, ma valgono per tutti. Sarà importante idratarsi bene durante la gara, senza però esagerare, per evitare conseguenze indesiderate”.
Da tenere d’occhio, anche se gli organizzatori non la inseriscono tra le grandi favorite, anche Giovanna Epis, che resta la terza maratoneta italiana di sempre. I podisti italiani saranno ancora una volta i più numerosi tra gli stranieri: oltre duemila al via.
Non corre per la classifica, ma soltanto per arrivare al traguardo, soprattutto camminando, Giacomino Poretti, il Giacomo del trio comico, ma senza Aldo e Giovanni, che si guardano bene dal correre. “Mi piacerebbe incontrarlo”, confessa Crippa.
Giacomo sarà accompagnato dalla moglie Daniela, ma soprattutto da Simone Leo, l’unico italiano ad aver completato sette delle ultramaratone su strada più dure del mondo: dai 209 chilometri della Nove Colli, in Romagna, ai 492 della Atene-Sparta-Atene. Simone Leo, con la sua società sportiva Impossible Target, ha accompagnato Giacomo nella preparazione. L’obiettivo è concludere in sette ore e mezza: avrà così tutto il tempo per essere salutato da quasi tutti i corridori italiani che incontrerà lungo il percorso. Il figlio Emanuele, 20 anni, invece correrà sul serio, con l’obiettivo di scendere sotto le cinque ore.
Ma l’appuntamento più importante per Giacomo Poretti e il suo gruppo sarà probabilmente sabato pomeriggio: è stato invitato dall’Inter Club Manhattan a seguire il derby milanese.