A Monza Ivan Jurić ha ritrovato la rotta, ma il cammino è ancora lungo

Nonostante i sette punti in sette partite, il calcio espresso dai biancorossi ci consegna un quadro ben diverso. I quattro gol rifilati al Cagliari, fino a ieri la miglior difesa del campionato, ne sono una prova. Ora li aspetta un calendario difficilissimo

20 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 10:48
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L'allenatore del Monza, Ivan Juric (foto LaPresse)

Circa un anno fa, l’11 novembre 2025, Ivan Jurić veniva esonerato per la terza volta in 365 giorni da tre squadre diverse: prima Roma, poi Southampton e infine Atalanta. La sua carriera sembrava destinata alla mediocrità, ma il Monza ha deciso di dargli fiducia. Nelle prime quattro giornate di campionato colleziona un punto, tutt’altro che meritato. La squadra segna meno di quanto crea e subisce più di quanto dovrebbe. La partita simbolo di questa dinamica è forse quella contro la Lazio. Nonostante l’inferiorità numerica per quasi sessanta minuti di gioco, nel secondo tempo il Monza è riuscito a mettere in grande difficoltà i biancocelesti segnando anche un gol. Tanto che Rino Gattuso, nella conferenza stampa post partita, era stato chiaro: “Oggi ci è andata bene”.
Ieri, invece, l’appuntamento era col Cagliari di Fabio Pisacane, un'altra grande sorpresa di questa Serie A e fino a poche ore fa la miglior difesa. Stavolta sembra che tutto sia andato per il verso giusto e il tabellino non lascia spazio a interpretazioni: quattro a zero. In realtà nei primi venticinque minuti il rischio di andare sotto c’è stato se non fosse stato per almeno due grandi parate di Noel Törnqvist. Questo non è bastato a Pisacane, che dopo la partita si è scusato con i tifosi, nonostante si trovi a sei punti dalla vetta: “Partirei dalle scuse che dobbiamo a millequattrocento tifosi che di lunedì alle diciotto e trenta sono venuti qua, hanno organizzato famiglie e lavoro per vedere uno scempio del genere”.
I punti in classifica, per il Monza, sono sette e non permettono ancora di rifiatare, ma delle ultime sette della classe la squadra di Jurić sembra essere quella che ne potrà uscire più rapidamente. La sensazione è quella di una squadra costruita bene e allenata meglio. La coppia d’attacco composta dal poco più che ventenne Gustavo Varela, ieri autore di una doppietta e vicecapocannoniere del campionato con sei gol e un assist (secondo solo ad Antonio Raimondo del Frosinone a quota sette) e dal classe 2007 Jay Robinson in prestito dal Southampton (due gol in Serie A) sembra funzionare perfettamente: tanta velocità e tecnica, un mix letale ieri per i sardi. Poi gli acquisti pescati in giro per l’Europa. Il primo è stato Foe Ondoa, acquistato dal club portoghese Estoril Praia per un milione e mezzo che ha portato dinamismo e fisicità a centrocampo. Alla stessa cifra è arrivato Ricardo Mangas dallo Sporting Lisbona, che ha già portato a casa un gol e due assist, un attaccante aggiunto. Infine c’è spazio anche per Eddy Kouadio, in prestito dalla Fiorentina, ieri a segno dopo uno scatto fulminante sulla fascia destra, recentemente convocato anche per la prima volta dal ct dell’Italia Roberto Mancini.
Il calendario ora si fa molto difficile, con un filotto di partite che dal prossimo weekend fino al due gennaio farebbe fatica anche l’Inter ad affrontare: Torino, Napoli, Bologna, Atalanta. Fiorentina, Roma, Como, Juventus, Venezia e Milan, tutte di fila. Il lavoro di Jurić è ancora pieno di ostacoli e privo di certezze, ma la strada intrapresa è quella giusta. I prossimi due mesi ci potranno dire molto su dove può arrivare questa squadra.