Gianluca Gaetano non è rimasto indietro

Il calcio di questi anni sa essere paradossale: posiziona in avanti omaccioni dal tackle deciso e dalla cattiveria agonistica esuberante e lascia indietro quelli che con il pallone sanno fare cose egregie. Il centrocampista dell'Atalanta ne è esempio

19 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:30
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Foto LaPresse

Gianluca Gaetano ha sempre avuto i piedi buoni e l'occhio fino. E quelli che hanno i piedi buoni e l'occhio fino li mettono sulla trequarti, oppure in attacco. Gianluca Gaetano ha giocato tra trequarti e attacco per tutte le giovanili con la maglia del Napoli e prometteva assai bene, perché il talento era tanto e, a volte, debordante.
Il calcio giovanile, non solo in Italia, però è solito raccontare storie diverse da quello professionistico. È un calcio più naif che premia il talento relativo, non quello assoluto, quello tra ragazzi non ancora uomini. È indizio, non prova. E la prova è sempre quella che va in scena in stadi colmi di gente, baccano, entusiasmo e malumori. Dove la tattica è capace di prendere la scena anche a discapito di tecnica e bellezza.
E a Gianluca Gaetano, pur avendo piedi buoni e occhio fino, tra trequarti e attacco ha vagato a lungo senza trovare una sua dimensione. Perché ormai, nel calcio dei grandi, piedi buoni e occhio fino non bastano per giocare in quelle zone del campo. Servono corsa, velocità e cattiveria da mediano. Tutte caratteristiche nelle quali Gianluca Gaetano era se non manchevole quanto meno deficitario.
Il calcio di questi anni sa essere paradossale: posiziona in avanti omaccioni dal tackle deciso e dalla cattiveria agonistica esuberante e lascia indietro quelli che con il pallone sanno fare cose egregie.
E così Gianluca Gaetano ha dovuto arretrare, si è allontanato dall'attacco per avvicinarsi alla difesa. Allo stesso modo di tanti, da Andrea Pirlo in giù per bellezza del tocco e capacità d'inventiva.
L'anno scorso al Cagliari aveva giocato egregiamente nella nuova posizione. Quest'anno all'Atalanta sta prendendo confidenza con le idee calcistiche di Maurizio Sarri. Ha avuto degli spaesamenti nelle prime partite. Ora, piano piano, ha preso le misure al campo, ai compagni e alla sua nuova dimensione calcistica. Perché quelli con i piedi buoni e l'occhio fino in un modo o nell'altro sanno adeguarsi a tutto, anche a un calcio che li considera meno necessari di quello che dovrebbero essere.
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