Lo scandalo del City rischia di far rivalutare la Serie A

Le 114 violazioni contestate alla squadra inglese rischiano di travolgere anche gli altri club, coinvolti in presunte operazioni di mercato gonfiate. E anche questa rubrica è sull’orlo del fallimento perché ci tocca riabilitare il calcio italiano

10 OTT 26
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Foto ANSA

Non credevo che dopo tutti questi anni di disonorata carriera questa rubrica potesse essere sull’orlo del fallimento. Mi spiego: il caso Manchester City in Inghilterra si sta rivelando un merdone di prima categoria. Dopo avere minacciato di togliere gli investimenti dal paese in caso di punizione eccessiva per le 114 violazioni di cui la squadra da cui Guardiola è fuggito appena in tempo si è resa responsabile, quei bravi ragazzi di Abu Dhabi hanno ricordato a metà dei club di Premier League che, se loro andranno a fondo, trascineranno con sé molti altri.
Tottenham Hotspur, Nottingham Forest, Crystal Palace e Leeds United tra gli altri sarebbero pronti a chiedere ufficialmente che il City non venga retrocesso, ma solo multato. Il motivo? Avrebbero imbastito negli anni diverse finte trattative di cessioni e acquisti con prezzi gonfiati o non dichiarati con il Manchester City. Roba da far venire giù tutto, smentire il senso di That twin the best – e cioè raccontare la superiorità totale del calcio inglese – e costringermi non dico a riabilitare la Serie A, ma quantomeno ad appassionarmi al calcio camminato, andare in Islanda ad ascoltare il vento, guardare tutte le puntate di La Rosa del Calcio sulla Rai alternando il replay della festa di addio alla Nazionale di Messi e la lettura ad alta voce del comunicato con cui Cristiano Ronaldo si è scavato la fossa dando del coglione al suo allenatore (che non lo convocherà più in Nazionale nemmeno se tutti i maschi portoghesi dovessero ammalarsi di peste siberiana).
Viviamo tempi grami, ci sono ultras del Piacenza che pensano di combattere una battaglia di civiltà inneggiando a “coppa e salame” in curva dopo che questi salumi sono stati tolti dalle mense scolastiche, c’è l’India che si candida a ospitare le Olimpiadi del 2036 – roba da far rimpiangere la cagarella post nuotate nella Senna – e c’è l’Oman che passa il girone della Coppa del Golfo grazie a una monetina lanciata in un hotel dopo che tutti i parametri per decidere chi fosse davanti in classifica tra loro e l’Iraq erano pari.
Sono un vecchio romantico, amo la bionda sorseggiata in penombra e il calcio inglese nonostante quello che gli ha fatto il Manchester City. Dopo la pausa esagerata per la Nations League, dove almeno i Tre Leoni si sono distinti discretamente bene, attendo il campionato come una liberazione: domani, ironia del calendario, si gioca Liverpool-City. Ed è superfluo dire per chi farò il tifo.