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La decisione •
Malagò commissario al posto di Malagò presidente. La soluzione giusta per lasciare la politica fuori dallo sport
La decisione della Giunta nazionale del Coni è il modo migliore per uscire da una situazione in cui lo sport italiano non avrebbe mai dovuto finire. Era il caso di alzare tutto questo polverone? No, visto che alla fine si è arrivati alla conclusione che Malagò fosse vittima e non colpevole

Foto Ansa
Sarà anche un pastrocchio all’italiana, ma alla fine è la soluzione giusta per salvare tutti e lasciare la politica fuori dalla porta dello sport. Malagò commissario al posto del Malagò presidente non è uno scioglilingua, ma il modo migliore per uscire da una situazione in cui lo sport italiano non avrebbe mai dovuto finire. Tutto per colpa di una tessera che non c’era e che ora, mentre farà da commissario, Malagò potrà tranquillamente ottenere per presentarsi poi alla nuova elezione con tutti i requisiti a posto. Era il caso di alzare tutto questo polverone? No che non lo era, visto che alla fine si è arrivati alla conclusione che Malagò fosse vittima e non colpevole.
La grave mancanza era stata commessa dalla Figc, che aveva accolto la sua candidatura nonostante mancasse uno dei requisiti. Nessuno gli aveva richiesto il tesseramento e tutto era andato avanti finché non era arrivato il ricorso di Renato Miele la cui candidatura era stata sì respinta perché mancava l’appoggio di una delle componenti. Malagò aveva la colpa di non conoscere la regola. Più grave la colpa di chi non glielo ha fatto notare anche se in Figc sostengono che per loro il tesseramento non era necessario in quel caso.
Dai e dai, pareri legali contro pareri legali, si era arrivati alla vigilia dello scontro che avrebbe potuto spaccare il Coni, perché se la Giunta si fosse divisa sulla richiesta di commissariamento di Buonfiglio, sarebbe stato il presidente del Coni a finire nei guai. Il Coni doveva per forza commissariare la Figc per l’irregolarità amministrativa per evitare di finire commissariato a sua volta. A quel punto è venuta l’idea di proporre Malagò commissario di sé stesso. Proposta che la Giunta ha approvato all’unanimità e il Consiglio ha successivamente ratificato. Ma di chi è stata l’idea di sostituire il Malagò presidente con il Malagò commissario? Tutto è cominciato con una battuta dello stesso Malagò che, qualche settimana fa a margine di una riunione di Giunta aveva detto: “Se ritenete che io sia solo una vittima, fate me commissario”. Giorno dopo giorno quella battuta è diventata un pensiero e quando Buonfiglio ha capito che non avrebbe vinto nettamente, è andato a ripescarla dopo essersi ripulito l’anima assistendo a una mattinata di Giochi giovanili a Bari.
Dopo aver sentito il parere degli avvocati e aver avuto la conferma che il calcio (leggi la Serie A) stesse ancora con Malagò, ha confessato la sua idea mentre scendeva dall’aereo a Fiumicino. A quel punto è partita la telefonata a Malagò per avere il suo ok. E non deve esser stato complicato trovare un accordo che andasse bene a tutti. Un escamotage che toglie il Coni dai pasticci, rivendicando la sua assoluta autonomia e lascia al suo posto Malagò che ha imparato decisamente molto in questi suoi primi 100 giorni da presidente, confortato dai risultati della Nazionale e dell’Under che hanno già fatto dimenticare i suoi passi falsi. Avanti con Malagò. Qualcuno riderà, qualcun altro griderà allo scandalo, ma ancora una volta abbiamo capito che Malagò dividerà pure la politica, ma nessuno come lui riesce a unire lo sport.