L'Olimpia Milano riparte con la Supercoppa

La squadra campione d'Italia aveva dominato il primo quarto, poi la Reyer l'ha costretta ai supplementari. Questo fine settimana inizia la nuova stagione: lunga e più complicata rispetta agli anni scorsi

21 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:32
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Foto tratta dalla pagina Facebook dell'Olimpia Milano

L’Olimpia l’ha dovuta vincere due volte la Supercoppa Italiana, primo trofeo di una stagione che sta per immergersi in un campionato pieno di punti interrogativi soprattutto se si pensa a quanto è successo a Roma in estate. La Reyer Venezia ha costretto i campioni d’Italia a riprendersi la vittoria ai supplementari dopo aver sfiorato davvero il colpaccio anche se dopo il primo quarto tutto pareva già scritto e indirizzato con Milano in fuga (22-8). Ma a inizio stagione non si può dare nulla per scontato perché dopo 15 minuti davvero belli, l’Olimpia ha lasciato rientrare la Reyer e alla fine ha rischiato davvero di perdere la settima Supercoppa della sua storia (la terza di fila), diciannovesimo trofeo dell’era Armani con Leo dell’Orco in campo a sollevare il trofeo nel segno della continuità dell’impegno del gruppo.
Da questo primo weekend ufficiale della stagione, l’Olimpia può già trarre la prima lezione: anche in Italia non potrà prendersi troppe pause, dovrà tenere alta l’attenzione perché nulla può esser dato per scontato anche in un campionato dove nessuno ha il budget e il roster di Milano. “Oltre alle solite Bologna e Venezia, penso a Tortona, Varese, Napoli, Reggio Emilia, le due squadre di Roma. Per anni Milano ha fatto da traino, adesso ci troviamo una lega che torna ad essere una delle migliori d’Europa. Ci fa piacere e siamo pronti alla sfida”, aveva detto Poeta in settimana.
Peppe Poeta è il coach che l’anno scorso ha preso la squadra in corsa da Ettore Messina, non sbaglia un colpo. Tre vittorie sue tre: Coppa Italia, Scudetto e Supercoppa, il suo personalissimo triplete. Quest’anno ha una squadra che ha costruito lui, più vicina alla sua idea di basket, anche se in regia manca forse qualcosa tanto che non esiste un vero e proprio leader in quel ruolo. “Il mercato ci ha portato in una certa direzione. Non abbiamo un titolare chiaro, abbiamo però la possibilità di variare sul tema - la spiegazione - RJ Cole è un debuttante in EuroLeague ma ha estro e fame; Darius Thompson ha più esperienza e taglia fisica. Poi possiamo sempre usare Hall, Guduric e Bolmaro. La novità in Europa è l’utilizzo anche di tre handlers contemporaneamente. Quindi ci saranno situazioni in cui porterà palla chi sarà marcato dal più lento degli avversari”. Il test più duro sarà quello europeo dove l’Olimpia negli ultimi anni ha davvero deluso. Se in Italia non potrà distrarsi, in Europa dovrà giocare spesso al massimo della sua potenzialità. E in una stagione lunghissima non sarà facile.
Per il basket italiano rimasto all’asciutti nell’estate azzurra (applausi ai ragazzi del basket in carrozzina argento ai mondiali), parte una stagione piena di novità. La prima partita decisiva è stata divertente e combattuta. Un bell’inizio. Speriamo sia un segnale.