La sosta per le Nazionali porterà a cambi in panchina? Non è detto che servano

De Rossi e Stroppa rischiano l'esonero con Genoa e Venezia a secco di vittorie. Allegri e Sarri cercano soluzioni per Napoli e Atalanta. Venti giorni di pausa tra valutazioni e lavoro

21 SET 26
Ultimo aggiornamento: 11:27
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L'allenatore del Venezia, Giovanni Stroppa (foto di Paola Garbuio per LaPresse)

È il primo giro di boa della Serie A, la prima vera occasione per tirare una linea e capire cosa è necessario fare, o non fare. Forse è ancora presto per elargire giudizi, ma la sosta per le Nazionali durerà venti (venti?!) giorni ed è il momento migliore per poter cambiare qualcosa.
Partiamo dai bassifondi della classifica: Genoa e Venezia, quindi Daniele De Rossi e Giovanni Stroppa. Nonostante delle buone partite, i risultati sono pessimi: dopo cinque giornate nessuna delle due squadre è riuscita a vincere, per i lagunari neanche un pareggio. Dopo la sconfitta di ieri con il Parma, De Rossi è stato chiaro in conferenza stampa: “Mi sento un uomo triste, deluso e dispiaciuto, anche un po’ incazzato. La società farà le sue riflessioni, ed è giusto”. Una descrizione perfetta del momento difficile. Le statistiche non dicono tutto, è vero, ma contro la squadra di Carlos Cuesta i dati ci parlano di una sconfitta immeritata. Più tiri – da dentro e da fuori area - più possesso palla e 0,77 expected goals (xG), più del doppio rispetto ai gialloblù fermi a 0,32. Ma conta il tabellino, che recita 2-1 per gli avversari. Una situazione analoga a quella del Venezia, che seppur uscito sconfitto per due reti a zero contro la Lazio, ha fatto una grande partita, in particolare nel primo tempo. Anche il mister dei biancocelesti, Rino Gattuso, ha detto che se all’intervallo fosse stato il Venezia a stare in vantaggio di due gol, non avrebbe rubato niente. E la sensazione è un po' quella di chi non sa rubare niente e a cui non viene regalato nulla. Una media di 1,5 xG ma poi i gol fatti sono quattro e i gol subiti tredici, nemmeno un punto. La squadra gioca bene e produce molto, ma sembra mancare in fase di finalizzazione ed è troppo morbida nella fase difensiva. La società ha speso quasi 45 milioni di euro nel mercato estivo, sarà in grado di aspettare che le prestazioni si trasformino in punti? In ogni caso, De Rossi e Stroppa sono due uomini dediti alla causa che stanno dando tutto ciò che hanno, siamo sicuri che cambiare allenatore ora significhi aggiungere e non togliere qualcosa?
Nel frattempo, cominciano a farsi strada i dubbi sul lavoro di Maurizio Sarri all’Atalanta e di Massimiliano Allegri al Napoli. Non sono a rischio esonero, ma i segnali che arrivano dal campo suggeriscono che qualcosa non sta andando bene.
La Dea ha perso contro un’ottima Juventus e salvo qualche spunto di Rowe è sembrata una squadra svogliata e rassegnata alla sconfitta. Un elemento non sfuggito all’ex tecnico della Lazio in conferenza stampa: “Troppo poco carattere nella ricerca dell'uno contro uno. Cresciamo dal punto di vista tecnico, tattico, fisico, non su quello del coraggio, dell’iniziativa e questo è preoccupante”. Un atteggiamento che si era visto anche nelle precedenti stagioni con la Lazio, anche se in condizioni completamente differenti. Ora le sconfitte consecutive sono diventate tre e sarà al rientro da questa pausa che vedremo davvero di che pasta è fatta l’Atalanta, che giocherà proprio contro il Venezia.
Infine c’è il Napoli. Il gol subito contro la Fiorentina sembra rappresentare al meglio i problemi di uno stile di gioco prettamente difensivo, voluto dall’allenatore, ma con giocatori che esprimono il loro massimo potenziale nella fase offensiva. Non è colpa di nessuno, forse, ma quando De Bruyne è costretto a difendere e a respingere di testa un pallone al limite della sua area, escono fuori i suoi limiti: palla respinta male, la recupera il terzino viola Alex Jimenez che tira e segna. Una rosa costruita con un peso offensivo così ingombrante e con un reparto difensivo così corto può sopportare le idee di Allegri? Per ora ci asteniamo da un valutazione finale, ma il Napoli viene da uno scudetto e da un secondo posto, la qualità c’è e tornare indietro sarebbe un fallimento. Dopo un calendario infuocato (oltre al Genoa, il Napoli ha sfidato Como, Inter, Arsenal, Bologna e Fiorentina), al termine della pausa ad attendere i partenopei ci sarà un filotto intenso e importante di partite, ma alla loro portata: Frosinone e Venezia in campionato, Villareal e Bodø/Glimt in Champions. Anche in questo caso, allora, c’è da sperare che queste tre settimane portino consiglio.