L’Inter di Chivu sfida la Roma di Gasperini in una partita che vale il primato

Gli allenatori si affronteranno all'Olimpico in una contesa che rischia di accendere il campionato e di infiammare la corsa scudetto. Ma tra i due, nonostante la differenza d’età, ci sono più similitudini di quanto possa sembrare a prima vista
19 SET 26
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Gian Piero Gasperini, 68 anni e Christian Chivu, 45. Roma-Inter è anche sfida generazionale tra due tecnici che si assomigliano (foto Getty)

Il giovane e il vecchio, il tecnico rampante contro un saggio maestro. Ma anche il campione contro lo sfidante. Quante volte, nel calcio, ci sono state partite così? Questa volta i protagonisti in questione sono Christian Chivu e Gian Piero Gasperini. Alla guida rispettivamente dell’Inter e della Roma, i due si affronteranno all’Olimpico in una contesa che rischia di accendere il campionato e di infiammare la corsa scudetto da qui fino a maggio inoltrato, quando si concluderà la stagione. Chi lo avrebbe detto alla vigilia della partenza della Serie A 2026-27? Certo, la Roma un anno fa ha centrato l’impresa, meritandosi di tornare a sentire quella musichetta tipica delle serate di Champions League che, all’Olimpico, mancava dall’annata 2018-19. Nonostante questo traguardo raggiunto, solo i più innamorati dei colori giallorossi potevano immaginare che, dopo quattro giornate di campionato, trecentosessanta minuti di calcio, la squadra di Gasperini si proponesse come la più accreditata competitor (come direbbe Galliani) dei nerazzurri nella lotta al titolo, senza voler dimenticare il terzo incomodo, il Como di Cesc Fàbregas.
Eppure è proprio così. Merito anche di un’indovinata campagna acquisti che, anche se non è stata totalmente in grado di accontentare l’incontentabile Gasp, ha comunque messo a disposizione del tecnico di Grugliasco una rosa più profonda rispetto a quella dell’anno scorso, adatta quindi sia a competere in campionato che a ben figurare in Champions (dove l’obiettivo minimo è il superamento del maxi raggruppamento). Fra Chivu e Gasperini, nonostante la differenza d’età (quarantacinque anni il rumeno, sessantotto l’italiano) ci sono più similitudini di quanto possa sembrare a prima vista. Intanto, sono entrambi ex calciatori anche se la carriera da giocatore di Chivu è stata più ricca di titoli conquistati (ha anche la Champions del Triplete) rispetto a quella di Gasperini. Quest’ultimo infatti ha all’attivo soltanto due stagioni in Serie A, entrambe trascorse con la maglia del Pescara agli ordini di Giovanni Galeone.
In particolare, però, ad avvicinare i due è il fatto di aver vissuto sotto il cielo dell’altro. Chivu infatti ha indossato la maglia della Roma prima di quella dell’Inter, in una carriera che non si è fermata nemmeno davanti a un trauma cranico, con conseguente intervento chirurgico. Da parte sua, Gasperini vanta un passato sulla panchina nerazzurra, seppur non da ricordare. Una vicenda che ormai si perde nella notte dei tempi, essendo datata 2011. Poche settimane appena, giusto il tempo di guidare la squadra in sole tre partite di campionato, in una di Champions e nella finale di Supercoppa, persa contro il Milan. Altri tempi, nei quali la difesa a tre non era ancora un must. E infatti a quello spogliatoio, in buona parte ancora figlio dell’era Mourinho, non piacquero né l’impostazione tattica né il livello di sforzo atletico che il Gasp chiede sempre alle sue squadre.
Lo scivolone milanese non ha impedito a Gasperini di rialzarsi e di rimettere in piedi una car-riera brillante, iniziata nelle giovanili della Juventus e passata poi per Crotone, per la Genova rossoblù e, dopo l’Inter, per Palermo e di nuovo attraverso il capoluogo ligure, prima di sfociare nei nove anni felici con l’Atalanta. Da Bergamo a Roma poi, per provare a rifare grande la Magica. La gavetta di Chivu è stata più breve. Le giovanili dell’Inter, tanto per cominciare e, subito dopo, la chiamata di un Parma alla disperata ricerca della salvezza. Tredici partite dopo, ottenuto il risultato, ecco un’altra telefonata proveniente da Appiano Gentile, stavolta per guidare i grandi. La storia è nota, come lo sono sempre tutte quelle recenti: Beppe Marotta voleva Fàbregas ma, dopo il rifiuto dello spagnolo, ecco la decisa virata verso Chivu. Un’occasione che il rumeno ha saputo sfruttare alla grande, conquistando lo scudetto al primo tentativo.
E non era affatto scontato, visto che l’ex difensore si è trovato a dover raccogliere la pesante eredità lasciata da Simone Inzaghi: un titolo tricolore e due finali di Champions. Oggi per Chivu c’è il difficile compito di ripetersi in campionato e quello, forse più impegnativo, di arrivare lontano anche nella massima competizione europea per club. Tifosi e proprietà infatti si aspettano, con la squadra rinforzata dagli inglesi Stones, Jones e Spence, che l’Inter faccia meglio della scorsa stagione, quando l’Inter venne fermata dal Bodø/Glimt alla prima curva, subito dopo il raggruppamento iniziale.
Sia Chivu che Gasperini poi partono dalla difesa a tre, anche se declinata in modo diverso. Quella di Chivu è più paziente nella costruzione, metodica e fluida, per un modello di gioco avvolgente. Quella di Gasperini invece è più diretta e verticale, più geometrica nei suoi quadrilateri laterali, dai quali spesso passa la risalita del campo dei giallorossi. In fase difensiva tuttavia entrambi amano andare a prendere alti gli avversari, praticando quella marcatura uomo su uomo che non è altro che la riproposizione in chiave moderna, con i do-vuti aggiustamenti (non c’è più il libero ad esempio) del calcio tutto duelli individuali di una volta.
E di questa difesa Gasperini non è stato soltanto il maestro in Italia, ma anche il principale di-vulgatore fuori dai confini nazionali, suscitando l’ammirazione di molti. Anche di Guardiola che, alla vigilia di una sfida tra l’Atalanta e il suo Manchester City, paragonò l’affrontare il gioco del Gasp a una seduta dal dentista. Chivu e Gasp come due pugili dunque: più elegante il primo, più potente il secondo. Anche (se non soprattutto) dal loro duello in panchina passerà l’esito di una sfida che potrà già dire qualcosa su come si svilupperà questo campionato.