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1942-2026 •
Addio a Sandro Mazzola, bandiera della Grande Inter
Aveva 83 anni. Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino, ha vestito una sola maglia in carriera. Il Coni dispone un minuto di silenzio in tutti gli eventi sportivi del weekend. Malagò: "Una leggenda"
19 SET 26
Ultimo aggiornamento: 07:51

Sandro Mazzola è morto all'età di 83 anni. Ad annunciarlo è stata l'Inter, che in una lunga nota lo ricorda come "uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra".
Nato a Torino l'8 novembre 1942, Mazzola aveva sei anni quando perse il padre Valentino nella tragedia di Superga, nel 1949. Cresciuto a Milano con il fratello Ferruccio e diventò presto una piccola mascotte dell'Inter, seguito da due leggende come Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi. Il debutto in prima squadra arrivò a 18 anni, il 10 giugno 1961, nella ripetizione di Juventus-Inter giocata dai ragazzi della Primavera. Finì 9-1 per i bianconeri, ma l'unico gol nerazzurro fu il suo. Con Helenio Herrera trovò il ruolo perfetto tra centrocampo e attacco. La consacrazione arrivò il 27 maggio 1964, al Prater di Vienna, nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid: due gol nel 3-1 che regalarono all'Inter il primo trionfo europeo. A fine gara Ferenc Puskás gli donò la maglia e gli disse che era degno del padre. In 17 stagioni con l'Inter ha collezionato 565 presenze e 158 gol, vincendo quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Fu capocannoniere della Serie A nel 1965 e della Coppa dei Campioni nel 1964. Nel 1971 chiuse secondo al Pallone d'Oro, alle spalle di Johan Cruyff. In Nazionale fu campione d'Europa nel 1968 e finalista al Mondiale del 1970. In Messico giocò la "Partita del Secolo" contro la Germania Ovest, vinta 4-3 dagli azzurri, e fu protagonista della celebre staffetta con Gianni Rivera, che divise l'Italia calcistica.
Chiusa la carriera nel 1977, rimase legato al club da dirigente e direttore sportivo. Tra le sue intuizioni, il ruolo avuto nell'arrivo di Ronaldo nel 1997. Negli ultimi anni frequentava ancora la sede e Appiano Gentile, e nel maggio 2024 era sul prato di San Siro per la festa della Seconda Stella. Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, parla di "una leggenda" che ha trasformato un cognome immenso in una storia altrettanto grande. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo definisce "uno dei volti più romantici del nostro calcio". Javier Zanetti gli ha dedicato un messaggio su Instagram: "Ti devo tanto, Sandro". Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha invitato tutte le federazioni a osservare un minuto di silenzio nelle manifestazioni del fine settimana.

