Tanti punti e qualche sorpresa. Com'è iniziata la Nfl

Chicago Bears-Carolina Panthers è finita 59-37, il punteggio totale più alto nella storia della lega più importante del football americano in una partita della settimana iniziale. Ma non è stato l'unico match nel quale gli attacchi hanno prevalso sulle difese

14 SET 26
Ultimo aggiornamento: 14:13
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Foto Ap via LaPresse

Dove eravamo rimasti? Duecentodiciassette giorni dopo il SuperBowl che ha chiuso la stagione 2025, la Nfl torna ad accompagnare le domeniche degli americani. Il campionato è ufficialmente partita con i due anticipi che hanno visto i Seattle Seahawks battere i New England Patriots (13-10) nel replay della finalissima dello scorso torneo e i San Francisco 49ers superare i Los Angeles Rams (27-7) a Melbourne, nella prima delle nove gare di regular season che si disputeranno fuori dai confini statunitensi.
Ma si sa: a parte anticipi e posticipi (quello, attesissimo, del Monday night), la maggior parte delle partite si disputano la domenica, il giorno dedicato al culto profano del football professionistico. In questo primo appuntamento domenicale si sono giocati tredici incontri, che hanno registrato anche qualche sorpresa rispetto ai pronostici della vigilia.
Prima di tutto occorre sottolineare come, su molti campi, si sia segnato parecchio. I Chicago Bears di Ben Johnson, il capo allenatore che allena prima se stesso (in sala pesi) dei suoi giocatori, hanno messo insieme quasi sessanta punti contro i Carolina Panthers in una sfida finita 59-37, il punteggio totale più alto nella storia della Nfl per una partita della settimana iniziale.
A segnare tanto sono stati però anche altri attacchi in una delle giornate di apertura più ricche di sempre sotto questo aspetto. Basti pensare che il totale di punti realizzati è stato di settecentocinquanta, per una media di cinquanta a partita. Se Broncos e Chiefs, impegnati nel posticipo di oggi, segnassero complessivamente almeno quarantadue punti, la NFL batterebbe il record di punti segnati in media per una prima giornata, stabilito nel 2012 con 49.4 a incontro. 
Altre gare con tanti punti sul tabellone: i Buffalo Bills hanno superato una delle difese più forti della NFL, quella degli Houston Texans, imponendosi 36-31 al termine di una sfida in cui le due franchigie si sono alternate per ben nove volte al comando; i Detroit Lions hanno avuto bisogno del tempo supplementare per imporsi 31-30 sui New Orleans Saints; i Minnesota Vikings hanno battuto 39-22 i Green Bay Packers.
Tornano a casa dal primo turno con una vittoria anche Cincinnati Bengals, New York Giants, Baltimora Ravens, Pittsburgh Steelers, Jacksonville Jaguars, Las Vegas Raiders, Filadelfia Eagles e Arizona Cardinals. Questi ultimi, considerati fra le peggiori squadre della lega, hanno messo a segno la sorpresa di giornata, andando ad espugnare il SoFi Stadium di Los Angeles contro i Chargers in una partita che vedeva Arizona sfavorita di 8.5 punti.
Curiosità per gli head coach esordienti. Alle vittorie di Joe Brady (Bills), Jesse Minter (Ravens), Mike LaFleur (Cardinals) e Klint Kubiak (Raiders) hanno fatto da contraltare le sconfitte di Jeff Hafley (Dolphins) e Todd Monken (Browns). A proposito di quest’ultimo: alla sua prima esperienza come capo allenatore, a sessant’anni, l’ex coordinatore offensivo di Baltimora ha pagato la scelta di nominare titolare il veterano Deshaun Watson, che non giocava una partita di stagione regolare da ben seicentonovantatré giorni.  Il tanto discusso quanto inconsistente quarterback si è fatto intercettare al terzo passaggio tentato, terminando la sua prima giornata in ufficio con appena 16 su 22 passaggi riusciti per 205 yard, con anche cinque placcaggi (sack) subiti.
Se il buongiorno si vede dal mattino, anche quest’anno il campionato di Cleaveland rischia di essere una lunga traversata nel deserto.