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Dopo Madrid, sarà difficile togliere il Mondiale ad Antonelli
Il pilota della Mercedes ha vinto l'ottavo Gran premio della stagione. In Spagna anche la fortuna ha aiutato l'italiano: il vincitore morale di Madrid è stato certamente Lando Norris

Foto Ap via LaPresse
Kimi Antonelli potrebbe andarsene in vacanza per tre Gran premi di fila e sarebbe (quasi) sicuro di rientrare ancora in testa al Mondiale. Il “quasi” dipende dal fatto che George Russell, che lo segue a debita distanza con 81 in meno, dovrebbe vincere tutte e tre queste gare e prendergli 75 punti (andrebbero poi sommati anche gli 8 punti per la gara sprint di Singapore, il che gli darebbe 83 punti potenziali). Cosa che, per come sta andando il britannico in questa stagione, non sembra essere tra le cose possibili in un mondo normale. Il bolognese ha vinto l’ottava gara in questa stagione. Russell, ancora lui, ne ha vinte sette in tutta la sua carriera. Leclerc ne ha vinte nove, all-time.
Possiamo dire di avere ancora un Mondiale contendibile? Sinceramente no. Lo sport, naturalmente, insegna a non emettere verdetti finché l’aritmetica non li certifica. Questo significa un paio di cose. La prima è che il titolo piloti il ragazzo emiliano può solo regalarlo. Dovrebbero accadere tali e tanti fatti negativi, da rappresentare qualcosa di eccezionale. La seconda dipende dai suoi avversari. Se in una stagione, per lui, non esattamente positiva George Russell riesce ad essere comunque il rivale più vicino, significa a maggior ragione che Kimi ha fatto veramente il vuoto. Russell non vince una gara dal Gran premio d’Austria. Era il 28 giugno. Da lì ha dovuto ingoiare solo rospi. Nelle successive sei gare Kimi Antonelli ha aperto un gap gigantesco. E’ stato anche fortunato, il giovanotto.
Il vincitore morale di Madrid è stato certamente Lando Norris. La gara del Campione del mondo, ancora per poco, è stata distrutta al 14esimo giro dalla Virtual Safety Car causata da Stroll. Lì gli altri, tranne Leclerc, hanno cambiato le gomme e lui non ha potuto farlo perché era già transitato oltre la pit-lane. Il guaio è che quando Lando, nel giro successivo, è rientrato ai box, la Virtual è stata tolta e con lei se n’è andata anche la possibilità di perdere meno tempo per il cambio. Una vera “canagliata” da parte della direzione corsa. La scorsa settimana a Monza, in una situazione simile e anche in questo caso con Stroll fermo (bisognerebbe farsi due domande, al proposito), la Virtual è stata messa e tolta in modo da consentire ai piloti di testa di scegliere se effettuare pit stop o meno. In quel caso Mercedes decise la lasciar fuori Russell (avremmo poi scoperto che quella decisione non fu positiva per lui. Ed anche questa volta, a Madrid, è stato il britannico a perderci visto che ha dovuto fare una sosta in più). Questa volta il comportamento è stato diverso e se Norris fosse in battaglia per il titolo ci sarebbe assai da discutere. Tutto sta andando dalla parte di Antonelli, anche il fatto che difficilmente ci saranno ancora nove gare da disputare. Sono ancora “pending” i due Gran premi di Qatar e Abu Dhabi e, eventualmente, sarà possibile sostituirne solo uno (con Imola, ma è quasi impossibile che quella gara possa essere decisiva).
Non avete ancora letto una riga sulla Ferrari, eppure la rossa è stata a lungo in testa con Leclerc. Bene? Non proprio. Il monegasco ha girato su tempi eccellenti con la gomma bianca ma, ahilui, non è stato cancellato l’obbligo di effettuare almeno un cambio di mescola. Ergo, Leclerc stava davanti con la speranza che ci fosse un incidente o un’uscita di pista che causasse una safety car. Peccato per la Ferrari che il “bonus Stroll” fosse già stato speso. E così, dopo aver perso Hamilton (primo “zero” della stagione per lui), la Scuderia dopo aver esaurito il rosario di preghiere si è dovuta rassegnare al pit-stop e con esso a perdere tre posizioni e finire, ancora una volta, fuori dal podio.
Una considerazione finale la merita, o, meglio, demerita il disegno del circuito di Madrid. Bello, bellissimo in qualifica. Ma pessimo per la gara. Che dovrebbe essere la cosa che conta. La domanda che ha evitato la definitiva caduta della palpebra durante la gara è stata una sola: visto che questo tracciato è completamente nuovo, non era il caso di pensarlo per una competizione dove i piloti potessero tentare di sorpassarsi invece di far consumare neuroni agli strateghi o aspettare incidenti per Safety o Virtual (cosa che è avvenuta molto meno del previsto)? Si sentiva il bisogno di avere una versione iberica di Montecarlo? La risposta di chi scrive è molto netta: non se ne sentiva il bisogno. Al punto che moltissimi piloti, compresi Antonelli e Verstappen, hanno già chiesto modifiche per i prossimi anni, per evitare soporiferi trenini.
Si torna in pista il 26 settembre, sarà un sabato perché il giorno dopo l'Azerbaigian celebra la Giornata della Memoria dedicata ai caduti delle guerre del Nagorno-Karabakh.