Due Rome, ma un solo sogno: la Nba Europe

Alla fine di giugno si è chiuso il termine per la presentazione delle offerte necessarie per poter sperare di essere inseriti nella nuova creatura messa in piedi dal colosso americano. Quanto a Roma, il velo cadrà nei prossimi mesi: chi la spunterà tra l Bc Roma e la Maxima Roma?

12 SET 26
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Dopo anni di assenza dalla massima serie, Roma riscopre improvvisamente il basket di vertice. Il rumore della palla a spicchi sul parquet non si è mai fermato del tutto, ma il campionato alle porte vedrà non solo una squadra capitolina al via, bensì due. Persino in una realtà come quella della pallacanestro italiana, comunque abituata a squadre che vengono prese e spostate in giro per lo Stivale insieme al titolo sportivo, si tratta di un esperimento senza precedenti. E il motivo, al netto dei buoni propositi manifestati nel corso delle ultime settimane dalle due proprietà, è legato a tre lettere magiche per il mondo del basket: Nba.
Alla fine di giugno si è infatti chiuso il termine per la presentazione delle offerte necessarie per poter sperare di essere inseriti nella nuova creatura messa in piedi dal colosso americano, Nba Europe: saranno 12 le città certe di avere una franchigia fissa in vista del via, previsto per ottobre del 2027, il tutto mentre la nuova realtà statunitense valuta persino la possibilità di una proposta di acquisto nei confronti di EuroLeague. Quanto a Roma, il velo cadrà nei prossimi mesi: chi la spunterà tra la Bc Roma, capitanata da una cordata che vede in testa Donnie Nelson, figlio del leggendario Don da poco scomparso e già gm dei Dallas Mavericks campioni Nba nel 2011, e Luka Doncic, stella dei Los Angeles Lakers, e la Maxima Roma, di proprietà dell’avvocato Paul Matiasic, già patron di Trieste dal 2024 prima della decisione di spostare i suoi investimenti nella Città Eterna?
Bc Roma ha rilevato il titolo di Cremona; Maxima Roma si è aggiudicata quello di Brescia. In entrambi i casi non sono mancate le polemiche. E se Bc Roma ha dovuto assemblare l’intero roster da zero, per Maxima le cose sono state leggermente più semplici, con la conferma di Bilan, Brown, Veronesi e Wheatle, già sotto contratto con Brescia così come coach Cotelli. Sul fronte Bc Roma, il biglietto da visita era stato consegnato in largo anticipo: la firma di Nico Mannion, reduce da due stagioni con l’Olimpia Milano, una assoluta garanzia per il campionato. Lo stesso Mannion, in conferenza stampa lunedì scorso, ha confermato anche i contatti diretti con Luka Doncic durante la trattativa. Il resto del roster è stato svelato di fatto al momento del raduno.
C’è, e non potrebbe essere altrimenti, un elefante nella stanza che non può essere ignorato: chi deciderà di tifare per due club creati in maniera artificiale soltanto qualche mese fa? La storia del basket a Roma è lunga e tormentata e in questi anni, se possibile, lo zoccolo duro dei tifosi della Virtus Roma si è rinsaldato ancora di più: dopo la decisione della famiglia Toti, nel dicembre 2020, di ritirare la squadra dalla Serie A1 a campionato inoltrato, la bandiera virtussina Alessandro Tonolli insieme all’imprenditore Maurizio Zoffoli avevano portato alla nascita della “Virtus Roma 1960”, grazie al titolo sportivo della Petriana. E proprio questa società, nel frattempo arrivata in Serie B Nazionale, nel dicembre 2025 ha riacquisito il marchio, il celebre “rombo”. E se questo senso di appartenenza non si è smarrito nemmeno negli anni più difficili, risulta davvero complicato immaginare una fuoriuscita di tifosi dalla Virtus verso una delle due nuove realtà. Sempre in B Nazionale milita inoltre la Luiss Roma, la squadra dell’omonima università.
All’interno di una città dalle dimensioni sterminate, il basket non ha mai rappresentato l’attrazione principale, stritolato dalla passione calcistica per Roma e Lazio. Ci sono state fiammate di grande successo e partecipazione: l’epoca d’oro del Banco Roma campione d’Italia e d’Europa a metà degli anni Ottanta; quella foraggiata dai miliardi del gruppo Ferruzzi all’inizio dei Novanta prima del terremoto di Mani pulite; infine quella della famiglia Toti, che però spesso e malvolentieri vedeva il gigantesco PalaEur semideserto persino nelle partite contro i colossi di Eurolega. Esiste, dunque, un altro pubblico da portare nelle due arene principali della capitale? BcRoma avrà il compito di riempire il Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, dalle dimensioni decisamente contenute, mettendo magari nel mirino il Centrale del Foro Italico, con la tanto agognata copertura, in caso di approdo in Nba Europe; Maxima Roma ha puntato sul PalaEur. Nelle ultime settimane, la corsa a inseguimento tra le due società ha vissuto momenti chiave: BcRoma ha annunciato l’ingresso nell’advisory board di Bryan Colangelo, due volte dirigente dell’anno in Nba, e della leggenda del Dream Team Chris Mullin; Maxima Roma, invece, ha legato a sé con un triennale nel ruolo di advisor Francesco Totti, una mossa a sorpresa che ha come obiettivo principale quello di catalizzare l’attenzione dei romani nei confronti della società. E resta, sullo sfondo, una domanda angosciante: che ne sarà di chi perderà il treno Nba?