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Il ciclismo alla scoperta dell'Armenia: il 10 settembre inizia il Tour of Armenia
Dal 10 al 13 settembre, si correrà la prima edizione del Tour of Armenia. Partirà da Gavar e arriverà a Erevan dopo quattro tappe, 568 chilometri e più di 5.000 metri di dislivello. Con oltre sessant'anni di ritardo i corridori scopriranno "il miglior paese al mondo per allenarsi in bicicletta"

Foto per gentile concessione del Tourism Committee of Armenia
Per dieci anni, quando veniva maggio – ci andò anche nel 1963 dopo il suo soggiorno in Bulgaria – Viktor Kapitonov metteva maglioni, magliette e scarpini in una borsa, caricava la bicicletta in treno a Mosca e scendeva a Erevan, lì stava un paio di giorni a riposarsi dal viaggio e si trasferiva a Martuni. Viktor Kapitonov faceva questo perché, sosteneva, “non esiste miglior paese al mondo – o quanto meno del mondo comunista – dell'Armenia per allenarsi in bicicletta. Ci fosse una grande corsa a tappe sarebbe la più dura e spettacolare corsa a tappe del mondo. La sua assenza è un errore imperdonabile”, anche in questo caso del mondo comunista.
Quando lo vide correre alla Corsa della Pace – breve gara a tappe riservata ai Dilettanti, una delle poche nelle quali correvano ciclisti di qua e di là della Cortina –, era il 1958, l'allora ct della Nazionale italiana, Alfredo Binda, disse: “Se il mondo non fosse diviso in due, questo qui farebbe incetta di grandi corse”. Due anni dopo vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Roma 1960 nella corsa in linea.
Quell'errore imperdonabile sarà finalmente corretto. Dal 10 al 13 settembre, si correrà la prima edizione del Tour of Armenia, corsa 2.2 inserita nel calendario europeo e organizzata dal governo e dalla federazione ciclistica armena con la consulenza tecnica e l’expertise di Rcs Sports and Events DMCC. Partirà da Gavar e arriverà a Erevan dopo quattro tappe, 568 chilometri e più di 5.000 metri di dislivello.
A dire il vero non è la prima volta che in Armenia viene corsa una gara a tappe. Nel 1964, grazie all'entusiasmo e all'insistenza di Viktor Kapitanov e alla consulenza di Rodislav Tchizikov, il primo grande campione del ciclismo sovietico, venne organizzata “una manifestazione ciclistica di tre giorni tra i migliori corridori del pedale sovietico”. Ne diede notizia perfino la Moskovskaya Pravda. “Nella grande piazza dinnanzi al socialista municipio di Erevan, sotto le cime innevate di maestosi monti, davanti agli occhi di migliaia e migliaia di compagni, il compagno Viktor Kapitanov ha trionfato anche nell'ultima tappa dell'esibizione ciclistica armena e ha vinto il Giro di Armenia con sette minuti su Antas Vjaravas, vincitore un anno fa del Tour dell'Urss, e sull'idolo locale Hrant Azaryan”, scrisse il quotidiano moscovita.
Era quella però appunto una corsa esibizione, l'episodio pilota di quella che poteva essere una delle più interessanti e dure corse socialiste. Viktor Kapitanov si ritirò e Rodislav Tchizikov non ritenne di insistere con la Federazione sovietica per riproporre una corsa a tappe in un posto remoto della Federazione.
Più di sessant'anni dopo, il Tour of Armenia riporta il ciclismo in Armenia. Questa volta con l'intenzione di farlo rimanere. Le biciclette nel paese si sono moltiplicate negli ultimi anni e a Erevan e dintorni i cicloturisti sono diventati presenze fisse.
Saranno due le squadre ProTeams: Bardiani CSF 7 Saber e Solutizion Tech Nippo Rali. Dodici invece le Continental (tra loro le formazioni development di INEOS e Lidl Trek).
