Francisco Conceição ha sbagliato epoca

Il giocatore della Juventus ha sbagliato periodo per essere un giocatore, perché le ali non le chiamano più ali, ma attaccanti esterni e quando c'è la il termine attaccante a uno viene in mente la parola gol

7 SET 26
Ultimo aggiornamento: 13:19
Immagine di Francisco Conceição ha sbagliato epoca

Francisco Conceicao (foto LaPresse)

Un tempo quelli come lui li chiamavano ali e a nessuno alle ali chiedeva i gol. Non era certo da quel particolare che si giudicava un giocatore. Altro contava: i chilometri corsi, gli scatti palla al piede, le serpentine verso il fondo e i cross. C'era un tempo nel quale le ali facevano i cross perché in area di rigore c'erano uomini spesso sgraziati, quasi sempre grossi, alti e potenti che la testa la usavano come fosse un piede, il piede buono.
Ora di lungagnoni del genere ce ne sono sempre meno. E anche quando sono alti, o sono secchi o sono aggraziati e comunque la testa non ce la mettono più. Ogni riferimento a Nick Woltemade non è puramente casuale.
Francisco Conceição è piccolo, veloce, un pendolo di quelli che non finiscono mai di pendolare.
Francisco Conceição ha sbagliato periodo per essere un giocatore, perché le ali non le chiamano più ali, ma attaccanti esterni e quando c'è il termine attaccante a uno viene in mente la parola gol. E Francisco Conceição non è uno che è mai stato granché bravo a segnare. Corre troppo per essere anche lucido per centrare la porta. Si sfinisce in corse e rincorse e deve pure lasciare la fascia di competenza per puntare verso il centro del campo, per trovare il modo di usare il suo piede migliore. Mettere un mancino a destra o un destro a sinistra è una cattiveria che impone al giocatore di accentrarsi.
È una moda che dura da qualche lustro, prima o poi finirà. Quando finirà, la speranza è che tutte quelle ali che avrebbero voluto fare le ali e basta facciano causa agli allenatori per aver complicato loro la vita, snaturato la loro essenza, in alcuni casi rovinato carriere.
Francisco Conceição probabilmente non farà causa, perché per lui fa lo stesso giocare a destra o a sinistra, interessa ancor meno dover lasciare la fascia per correre verso l'area di rigore. Ha quello spirito vagabondo che gli permette di disinteressarsi di avere una zona di comfort da chiamare casa. A lui basta giocare, gli basta dribblare e accelerare, si diverte a cercare il complicato lasciando perdere il semplice. È per questo che Francisco Conceição non segna quasi mai. Al massimo prende il palo. Lo ha fatto anche contro il Milan domenica sera. Un bellissimo palo. Un altro palo.
       
Anche quest'anno c'è Olive, la rubrica di Giovanni Battistuzzi sui (non per forza) protagonisti della Serie A. Piccoli ritratti, non denocciolati, da leggere all'aperitivo. Qui potete leggere tutti gli altri ritratti.