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Tre big match per capire le grandi
Delle sei formazioni a punteggio pieno dopo 180 minuti, cinque si ritrovano “intrappolate” in queste tre super-sfide: Roma-Atalanta, Juventus-Milan più l’Inter, che apre le danze degli scontri diretti ospitando il Napoli a San Siro: vietato nascondersi
5 SET 26

Foto LaPresse
Lasciate alle spalle due giornate di assestamento, il calendario regala uno di quei turni che puntualmente appaiono in un momento imprecisato del torneo, con due big match (più uno, in questo caso) che si ammassano per catturare quanta più attenzione possibile. Delle sei formazioni a punteggio pieno dopo 180 minuti, cinque si ritrovano “intrappolate” in queste tre super-sfide: Roma-Atalanta, Juventus-Milan più l’Inter, che apre le danze degli scontri diretti ospitando il Napoli a San Siro.
Ed è forse il caso di partire da qui, da una squadra ricca di certezze e alternative che ne sfida una alla ricerca della sua reale fisionomia nonostante un mercato sostanzialmente immobile. De Laurentiis ha consegnato ad Allegri una squadra immutata rispetto alla versione che aveva chiuso la stagione con Conte, in più si sono palesati soltanto i ritorni dai prestiti (Marin, Lang, Lucca) e la toppa Badiashile messa per arginare gli infortuni di Buongiorno e Beukema. Il risultato, fin qui, non è stato esaltante: vittoria sudatissima e discussa col Genoa, sconfitta interna col Como. Eppure, lo scorso anno, alla guida del Milan, Allegri ha trovato il modo di confondere le idee a Chivu in entrambe le sfide di campionato. Chissà se davvero deciderà di abbandonare subito la difesa a quattro passando a tre, chissà come il Napoli riuscirà a fare i conti con l’assenza di McTominay, il suo totem delle ultime due stagioni. L’Inter vorrebbe già imprimere il suo marchio sul campionato, anche perché alle spalle c’è soprattutto una Roma che scalpita.
La Roma e la nuova Atalanta di Sarri sono entrambe a sei punti, ma c’è modo e modo di arrivarci: travolgente quello di Gasperini, capace di rendere Malen un cecchino quasi senza precedenti nella storia del nostro calcio, con un Dybala tirato a lucido e una difesa così aggressiva da togliere il fiato agli avversari; arrancante quello nerazzurro, due vittorie casalinghe arrivate sbuffando contro Sassuolo e Bologna e la sensazione di una squadra ancora lontanissima – e non potrebbe essere altrimenti, vista la trasformazione tattica in corso – dalla sua forma definitiva. Nonostante un pizzico di malcontento della piazza per il mancato arrivo di un esterno d’attacco, l’impressione è che la Roma, impegni in Champions permettendo, possa già essere la seconda forza del campionato.
E veniamo dunque al piatto forte della domenica sera, uno Juventus-Milan che testerà la capacità di adattamento di Spalletti e Amorim. Il portoghese dovrà decidere quale sarà la fisionomia definitiva del suo Milan, negli uomini più che nella forma: quali funzioni per Rabiot, che spazio avrà Pulisic, in che modo utilizzare Modric senza spremerlo col doppio impegno. Il toscano si ritrova con due rinforzi utili e ingombranti arrivati all’ultimo momento, Sarr e Woltemade, e con gli infortuni pesanti di Yildiz e Thuram da metabolizzare: se il secondo ostacolo sembra superabile, il primo lascia interrogativi più pesanti. L’incrocio dello Stadium non li chiarirà, ma potrebbe indirizzare, in un modo o nell’altro, la stagione di entrambe.