Sport
IL FOGLIO SPORTIVO •
L’Italia del nuoto riparte dai suoi re dell’acqua
Gli azzurri del nuoto paralimpico si preparano ai Campionati Europei, dal 7 al 12 settembre a Istambul. Intervista ai protagonisti Gilli e Barlaam
5 SET 26

(Foto Ansa)
Il nuoto azzurro non si ferma. Dopo lo straordinario successo degli Europei di Parigi, ora tocca alla squadra paralimpica scendere in vasca. Saranno 25 gli azzurri e le azzurre in gara all’Europeo World Para Swimming di Kocaeli, Turchia, in programma dal 7 al 12 settembre. Nonostante alcune incertezze legate alle recenti questioni geopolitiche, che avevano quasi compromesso la partecipazione dell’Italia, la delegazione azzurra arriverà a questi Europei con un importante bagaglio di risultati alle spalle. Alla scorsa edizione di Madeira del 2024 l’Italia vinse il medagliere con 26 ori, 21 argenti e 16 bronzi, per un totale di 63 medaglie. A trascinare questa Nazionale, tra le più forti al mondo, saranno il re e la regina delle acque: Simone Barlaam e Carlotta Gilli.
Ci sarà ancora quella sacchetta gialla, che aveva vinto da bambina, e che ormai la accompagna sempre a ogni gara importante. Di gare importanti, con i suoi venticinque anni di età, ne ha già fatte tante Carlotta, non solo nel mondo paralimpico: “Iniziai a nuotare da piccolissima con diverse società sportive. Nonostante la mia disabilità, gareggiavo con bambine e ragazze senza disabilità, non conoscendo bene il mondo paralimpico”. A causa della sindrome di Stargardt, una retinopatia degenerativa che porta all’ipovisione, le è rimasto un decimo di vista. Un giorno entrò in contatto con l’ex commissario tecnico della Nazionale paralimpica Riccardo Vernole: “È stato un passaggio complicato perché come tutte le cose sconosciute, a tratti mi faceva paura. Gli dissi che avrei provato a fare una gara solo per capire se fosse sempre nuoto o ci fossero delle differenze”. Era il 2017, meeting internazionale di Berlino: Carlotta esordì siglando il record italiano nei 100 m dorso e quello mondiale nei 200 m misti e 50 m farfalla: “Fin dalla prima bracciata capii che non c'era assolutamente nessuna differenza e mi tuffai in questa nuova avventura”.
Da lì non si è più fermata. Sono 10 le medaglie paralimpiche conquistate finora, a cui si aggiungono 26 medaglie mondiali e 13 medaglie europee. Sono suoi dieci record del mondo tra vasca lunga e corta, sei record europei e ventisette record italiani: “È facile abituarsi alle cose belle. Io però vedo ogni gara come un mondo a sé. Un po’ come quando da piccoli scopriamo ogni giorno qualcosa di nuovo ed è sempre una felicità diversa”. Per Carlotta sarà il quarto Europeo in azzurro: “Voglio cercare di divertirmi il più possibile e godermi questa esperienza perché mi avvicino al mio decimo anno in Nazionale”. È lei l’atleta da battere: “All’inizio la vivevo come una pressione negativa, oggi invece vedo il bicchiere mezzo pieno. Quante persone vorrebbero essere al mio posto? La risposta non la so, ma se non fossi io, so con certezza che lo vorrei essere. La pressione ora è un gran privilegio”. Cercando sempre quelle medaglie, e quelle felicità diverse.
E poi c’è Simone. Un percorso molto diverso da quello di Carlotta, pur se cronologicamente simile. Anche per lui sarà la quarta volta agli Europei: “Saranno particolari per tante ragioni. A livello personale è stata una stagione diversa perché ho vissuto a Roma fino a luglio per frequentare una Academy di Arti Visive. Dal punto di vista della competizione in sé, ci sono stati tanti rinvii e incertezze, che hanno portato alcune assenze, ma sono curioso di vedere come andrà”. Agli scorsi Europei di Madeira concluse con un percorso netto: quattro ori su quattro gare disputate. Quest’anno si aggiunge una nuova sfida: “Mi cimenterò anche nei 200 m misti, la gara che ha fatto grande il mio amico Federico Morlacchi. Ci sono 50 m di rana di troppo per me, ma mi servono nuovi stimoli per crescere e alzare sempre di più l’asticella”. Tra i più forti nuotatori paralimpici di sempre al mondo, ha imparato con il tempo a gestire le aspettative: “Spesso la pressione è anche autoinflitta. Ora vivo le gare con la mentalità di chi deve guadagnarsi tutto, anche perché alla fine all’acqua non interessa di quante medaglie hai al collo. Al blocco di partenza siamo tutti nella stessa posizione”. Tutto ciò a ritmo di musica elettronica, insieme al suo amico e compagno di squadra Alberto Amodeo: “Ormai i “208” sono un duo consolidato. Albi è sempre stato appassionato di musica, frequentava tantissimi festival e concerti in giro per l’Europa. Così quando mi ha trascinato in questo mondo ne sono rimasto folgorato, dal clima che si respirava, le persone e il senso di libertà”. Tra un allenamento e l’altro iniziarono a dilettarsi anche alla console: “Lui ha sempre saputo mixare, mi insegnò le basi. Andando a memoria il nostro primo dj set è stato a Roma durante un collegiale della Nazionale”. E chissà, magari una console ci sarà anche in Turchia. Perché si sa, quando si parla di questa Nazionale, si è sempre pronti a festeggiare.