La capovolta del Fantacalcio

Nelle 380 partite di Serie A le statistiche e i giudizi appariranno direttamente sul teleschermo, in due fasce distinte. Questo trasforma un giudizio complessivo in un voto provvisorio. Un calciatore ha ancora tutto un tempo davanti, ma già la sua prestazione viene incastrata in un numero

4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 10:18
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Ogni culto per affermarsi ha bisogno della propria liturgia. È un insieme ben codificato di rituali che si ripete sempre negli stessi giorni, negli stessi orari, con l’utilizzo delle stesse identiche parole. Anche l’attesa gioca un ruolo fondamentale. Perché i giorni senza funzione non sono negazione della fede, ma preparazione per la prossima celebrazione. È così per ogni credo. Ma è così soprattutto per il pallone, lo sport che grazie alla sua beatificazione laica della domenica si è fatto religione popolare. La devozione dei suoi fedeli è però entrata in crisi qualche anno fa. La moltiplicazione delle partite ha reso quotidiana la celebrazione riservata al fine settimana. E contemporaneamente la tecnologia ha sacrificato l’attesa sull’altare dell’hic et nunc. Tra i riti che sono andati in frantumi ce n’è uno che era rimasto intatto per una trentina d’anni. Perché se la domenica era il giorno della partita, il lunedì era quello in cui si aprivano i giornali e si conoscevano i voti del fantacalcio. Lo stacco era simbolico. Si guardava una partita, si analizzavano le prestazioni, si facevano previsioni sui giudizi numerici. Poi la mattina seguente si montava una polemica per un mezzo punto in più o in meno. Anche la scelta del quotidiano (prima cartaceo, poi digitale) da cui pescare i voti era motivo di discussione. Perché ogni giornale era "accusato" di indulgenza verso i giocatori delle squadre appartenenti al proprio bacino d’utenza. L’era di internet ha accorciato questo intervallo. I voti live esistono già dal 2011, solo che prima andavano cercati sul sito di Fantacalcio (che allora si chiamava Fantagazzetta). Era l’utente che decideva di uscire dalla partita per entrare nel gioco. Ora è scomparso anche quell’ultimo scalino. A partire da questa stagione, infatti, sono i voti del fantacalcio a raggiungere gli spettatori. Nelle 380 partite di Serie A le statistiche e i giudizi appariranno direttamente sul teleschermo, in due fasce distinte: la prima tra il 35’ e il 45’ del primo tempo. L’altra tra l’80’ e il 90’. Fanno 760 finestre dedicate in un campionato, tutte sponsorizzate da Philadelphia. È qualcosa di molto vicino al cronosisma di Kurt Vonnegut. Perché trasforma un giudizio complessivo in un voto provvisorio. Un calciatore ha ancora tutto un tempo davanti, ma già la sua prestazione viene incastrata in un numero. È una novità in grado di orientare lo sguardo. Dopo aver letto di una sufficienza striminzita, si cercheranno tutte le prove che giustifichino quel voto. 
A produrre i voti sulla Serie A sarà Fantacalcio.it, un portale che negli ultimi anni ha fatto fare un incredibile salto di qualità al gioco, arrivando a contare 7 milioni di iscritti. Piccolo dettaglio: nei mesi scorsi la stessa Lega ha acquistato il 51 per cento della piattaforma per circa 18 milioni di euro. In pratica il soggetto giudicato ha comprato la maggioranza dell’impresa che produce il giudizio. Ovviamente il problema non è l’indipendenza del voto, ma qualcosa di più sottile. L’obiettivo non era acquisire i giudizi, ma un rapporto più intimo con una comunità. L’ad della Lega, Luigi De Siervo, ha spiegato che l’obiettivo è trasformare la Serie A da venditrice di diretti a impresa capace di parlare direttamente con i tifosi. In questo senso il Fantacalcio offre la possibilità al calcio di parlare la lingua dei ragazzi.
Un’indagine su 6mila tifosi di sei paesi mostra che i tifosi tra i 25 e i 34 anni sono quelli che consumano più sport. Ma con una modalità particolare. I ragazzi tra i 18 e 34 anni dedicano ai contenuti non live quasi tre volte il tempo riservato alle dirette. Senza contare che solo il 39 per cento dei tifosi tra i 18 e 24 anni guarda un intero evento. Il problema non è dunque riportarli davanti a uno schermo, ma farli restare davanti allo schermo. I voti del Fantacalcio e la FanZone di Dazn, dove si chatta tra tifosi durante l’incontro, sono due risposte alla stessa esigenza: rendere la partita interattiva, trasformando lo spettatore passivo in un attore non protagonista. O, meglio ancora, utente. La lotta contro il secondo schermo viene combattuta incorporandolo nel primo. La Serie A, però, non è ancora un prodotto morente: gli ascolti cumulati sono cresciuti da 246,7 milioni nel 2024/25 a 266,3 nel 2025/26. E per capire quali siano ancora i margini di crescita si è capovolto lo scenario, chiedendo a un gioco di sostenere lo sport a cui si ispira. Difficilmente si potrà impedire agli utenti di abbandonare la visione di una partita, ma si può rendere più appetibile un match adattandolo alla grammatica del feed. Così, per difendere i novanta minuti dalla distrazione, il calcio ha introdotto la distrazione nei 90 minuti. Sperando che funzioni.