Quello stupore alla Vuelta nel vedere Mas a fianco di Pogacar

Tadej Pogačar ha vinto anche la sesta tappa della corsa spagnola. In cima al Puerto El Bartolo però è apparso Enric Mas a occupare la solitudine nella quale ormai è solito pedalare il campione del mondo

27 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 16:27
Immagine di Quello stupore alla Vuelta nel vedere Mas a fianco di Pogacar

Foto Epa via Ansa

Non siamo abituati a vedere Tadej Pogačar, dopo essere rimasto solo, ritrovare compagnia. Per questo, verso la cima del Puerto El Bartolo, abbiamo guardato con stupore Enric Mas prima avvicinarsi, poi raggiungere, infine superare il campione del mondo in maglia rossa. E lo abbiamo guardato ancor più con stupore perché Enric Mas non è un ragazzino di quelli terribili che ben prima del professionismo avevano già l'obbiettivo di essere come Tadej Pogačar. Enric Mas è uno che quando lo sloveno è arrivato in gruppo per sconvolgerlo quasi subito c'era già, era già salito sul podio della Vuelta (alle spalle di Simon Yates, era il 2018) e ambiva a vincere un grande giro. Ha già più di trent'anni e l'illusione di campione che è stato un tempo, si era trasformata in una solida certezza di ottimo piazzamento. Perché quelli come Enric Mas non vincono quasi mai. E infatti anche oggi è arrivato secondo.
Tadej Pogačar ha vinto la terza tappa a questa Vuelta 2026. Ha festeggiato ancora e ancora ha dimostrato di essere il più forte. Ma era da un po' che non concedeva così tanta vicinanza a uno spettatore del suo talento.
Ocio però a non trarre considerazioni affrettate, pure i più forti a volte dosano non alla perfezione le proprie forze e quanto accaduto salendo verso la cima del Puerto El Bartolo nulla cambia e nulla fa cambiare nei valori in gioco di questa Vuelta. In maglia rossa c'è il corridore più forte in corsa e al mondo e il distacco sugli altri è talmente ampio che nell'attesa c'è spazio per parecchia musica da ballo.
Nulla è cambiato per davvero. C'è solo rimasto lo stupore per un finale inatteso, per una corsa a due tra chi doveva essere lì davanti e chi non avremmo pensato potesse essere lì davanti. Stupore condiviso anche dall'uomo sempre solo al comando: “Sono rimasto davvero sorpreso, mi ha superato come un razzo. Non me l'aspettavo perché avevo sentito alla radio che ero in testa con un vantaggio di, non so, 40 secondi sugli inseguitori, e non si era parlato di Enric", ha detto dopo l'arrivo. Una sorpresa se non lieta, quanto meno ben accettata: “Sono stato semplicemente felice di essere con lui negli ultimi 10 chilometri controvento, perché non avevo acqua ed è stato bello avere un compagno di viaggio”.
Enric Mas è arrivato secondo e ripartirà da secondo in classifica, alla ricerca di un nuovo podio alla Vuelta. Ci è abituato lo spagnolo: per tre volte ha terminato al secondo posto, una volta è stato terzo. E sì che Enric Mas lo davano ormai finito, da due anni senza risultati di rilievo, da quasi quattro senza una vittoria. Perché quelli come Enric Mas non vincono quasi mai. Rimangono al massimo dei punti di colore dietro le spalle di chi festeggia. Quelli come Enric Mas però ci ricordano, per fortuna, che quando si è seduti in bicicletta a pedalare serve essere convinti delle proprie forte e fiduciosi che tutto vada bene, perché in fondo non c'è nessun altro a muovere i pedali al posto tuo.