Addio Pro Bowl. La Nfl rinuncia al suo All star game

La lega americana aveva provato a ristrutturare il format per renderlo più interessante. Il flop di quest'anno ne ha decretato la scomparsa

27 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 14:07
Immagine di Addio Pro Bowl. La Nfl rinuncia al suo All star game

Foto Ap, via LaPresse

Una tradizione lunga settantacinque anni è arrivata alla fine. Era dal 1951 che la Nfl, la lega professionistica americana di football, in qualche modo onorava a fine stagione i migliori giocatori dell’anno tramite un incontro amichevole, il cosiddetto Pro Bowl.
Di cosa si tratta(va)?
In pratica dell’equivalente Nfl dell’All-Star game che si tiene in altri sport made in Usa: una partita di esibizione che vedeva confrontarsi, nelle sue ultime edizioni, i migliori giocatori della Afc (l’American Football Conference, una delle due conference che costituiscono la Nfl) contro i migliori provenienti dalla Nfc (National Football Conference, l’altra).
La gara, in passato giocatasi proprio come ultima partita dell’anno, cioè dopo il SuperBowl, a partire dal 2010 è stata collocata nel weekend prima della finalissima. Dopo essersi disputata inizialmente a Los Angeles e, dal 1980 al 2016, quasi sempre a Honolulu, Hawaii, nel 2017 il Pro Bowl si è spostato a Orlando, dove si è disputato (salvo due edizioni a Las Vegas) fino all’anno scorso. L’edizione 2026 infatti si è svolta a San Francisco.
In realtà, il Pro Bowl così come era stato concepito era già stato sostituito a partire dal 2022. Fino a un anno fa infatti il confronto sul campo aveva lasciato spazio una serie di prove di abilità che impegnavano i giocatori scelti e da una sfida finale di flag football, disciplina olimpica ai prossimi Giochi di Los Angeles (2028) e mezzo attraverso cui la Nfl sta cercando di diffondere il football americano nel resto del mondo.
Come mai si è giunti a questa decisione? L’incontro classico di football, con tanto di placcaggi, era ritenuto troppo pericoloso sia dalle franchigie proprietarie dei giocatori che da questi ultimi. Inoltre, di fatto, questa partita aggiungeva un altro appuntamento a un calendario che prevede diciassette giornate per squadre.
Soprattutto, il Pro Bowl non interessa molto al pubblico statunitense. L’ultima edizione, disputata nel 2026 (stagione 2025) ha registrato un dato di appena 1.919.000 spettatori, con un calo del 60 per cento rispetto all’anno precedente. Tutti questi fattori, messi insiemi, hanno decretato la morte del Pro Bowl.
C’è da dire che già in passato la Nfl aveva cercato di rimodellare il suo all-star game, per rilanciarne l’interesse. Nel 2013 infatti venne abolita la sfida fra le due conference, per essere sostituita da una sfida a ranghi misti con due squadre che avevano come rappresentanti due giocatori del passato (Deion Sanders e Jerry Rice quell’anno). Una soluzione talmente di successo che nel 2016 si tornò al tradizionale formato Nfc contro Afc.
Ora è stata decretata ufficialmente la fine dell’avventura. Ma non delle nomine al Pro Bowl. La Nfl ha infatti deciso che gli ottantotto atleti selezionati a dicembre verranno convocati a Los Angeles per essere celebrati come i migliori della stagione appena conclusa. I giocatori hanno voluto almeno conservare la nomina. Il motivo è presto detto: alcuni contratti prevedono dei bonus nel caso in cui si venga inseriti nella lista dei selezionati. Business is business