Sport
Formula 1 •
Anche se la Mercedes non è più la migliore macchina, Antonelli può sorridere lo stesso
A Zandvoort, Paesi Bassi, vince Lando Norris, ma il pilota italiano è secondo e allunga ancora sui rivali. Le Ferrari al quarto e al quinto posto. Per le Rosse il problema continua a essere la qualifica

Foto Ap, via LaPresse
L’ultima gara sul circuito di Zandvoort (dal prossimo anno verrà sostituito da Portimao, in Portogallo) emette una sentenza: la Mercedes non è più la migliore vettura in griglia. Eppure, Kimi Antonelli ha molte, moltissime buone ragioni per venir via dall’Olanda con il sorriso. I motivi sono almeno tre. Ha incrementato il vantaggio sul secondo in classifica (è ora a +59 su Russell ed Hamilton), c’è una gara in meno in calendario (al momento ne mancano 11, con le ultime due ancora asteriscate) e la scuderia ha fatto una scelta sul cavallo su cui puntare per il titolo piloti.
La vittoria di Lando Norris (secondo successo consecutivo per il Campione del mondo) nella terra di Max Verstappen (finito malamente a muro dopo nemmeno due giri nel weekend dell’annuncio del faraonico prolungamento con Red Bull) riaccende una piccola ma consistente fiammella di speranza per la scuderia color papaya. Lando è lontanissimo da Kimi (83 punti dal leader e tre piloti davanti a lui in classifica) e per accreditarlo nella corsa al titolo ci vuole una robusta dose di ottimismo. Però nel prossimo weekend, a Monza, il bolognese prenderà penalità per la sostituzione di alcune componenti della power-unit e quindi, se la gara sarà lineare, il suo cospicuo vantaggio verrà limato.
Monza sarà la linea del Piave per la Ferrari. Da una parte la possibilità di far valere, finalmente, quel che molti considerano certo. Ovvero che la Rossa è, al momento e soprattutto con il secondo gettone di ADUO, la migliore vettura in griglia. Il lettore, a questo punto, si chiederà: perché la miglior vettura in griglia, con due piloti di grandissimo valore, è così lontana da Antonelli? Le spiegazioni possono essere due. Sono numericamente poche, ma di grande consistenza. La prima riguarda le qualifiche. In undici gare sin qui disputate, per ben otto volte ha vinto il pilota che partiva in pole position. La Ferrari, che di gare ne ha vinte due, non ha ancora conquistato la partenza dal palo. Se la Scuderia vuole mettere pressione a Kimi Antonelli deve assolutamente migliorare quel che fa al sabato. Non se ne esce. E’ inutile dire, in Olanda con ragione, che il passo era il migliore di tutti. E’ vero. Ma se sorpassare è diventato raro come un treno che arriva in orario (in Italia), allora bisogna che Hamilton e Leclerc partano più avanti in griglia. Altrimenti siamo alla masturbatio grillorum di breriana memoria. La seconda ragione è altrettanto importante, anche se più delicata. Riguarda la gestione del muretto. A Fred Vasseur, onestamente, non si possono imputare troppe colpe. Ma nell’esecuzione delle procedure, qualcosa ancora manca. Quando c’era Lui, Jean Todt (cosa avevate capito?), era tutto chiarissimo. La priorità era Michael Schumacher. Oggi, complice anche il fatto che Leclerc non è nemmeno lontano parente di Barrichello, è diventato quasi una procedura Woke. Hamilton ha usato un termine durissimo: “Guinea pig”. E’ gergale, significa una cavia da laboratorio. Il settevoltecampione esige, e a questo punto farà pesare il suo standing, di essere designato come sfidante ufficiale al giovane Kimi. La Ferrari sceglierà lui, sacrificando Leclerc (che a Lewis concede, al momento, 28 punti)? Probabilmente no. I due della Rossa saranno liberi di duellare e di ostacolarsi a vicenda, regalando punti a chi li precede in classifica. Ci vorrebbe una guida forte, alla Toto Wolff, per imporre a Leclerc un: “obbedisco” che il monegasco, onestamente, non merita. Da anni lotta contro i mulini a vento, se in questa lunga, e non ancora terminata, traversata del deserto da parte di Ferrari qualche sorriso è arrivato, il merito è stato quasi esclusivamente suo. Ridurlo al ruolo di valletto di corte sarebbe irrispettoso e, francamente, anche ingiusto. Si perderà, anche questa stavolta, in casa Ferrari. Ma senza umiliare nessuno. Appuntamento a Monza, casa nostra, nel prima weekend di settembre.