In Serie C non solo Ronaldinho: ecco Alcione e Ostiamare

In questo appassionante marasma geografico e sociale si sta inserendo una nuova componente, la piccola realtà metropolitana. E nella stagione 2026/2027 sia Roma che Milano hanno tre club tra i professionisti
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Grandi piazze, favole di provincia, le Under 23 dei club di Serie A. In Serie C c’è posto per tutti, dal Bari al Catania, dal Ravenna di Ronaldinho alla Pianese di Piancastagnaio, comune nel Senese con meno di 4mila abitanti. In questo appassionante marasma geografico e sociale si sta inserendo una nuova componente, la piccola realtà metropolitana. Nella stagione 2026/2027 sia Roma che Milano hanno tre club tra i professionisti. Ai soliti si aggiungono l’Ostiamare e l’Alcione, due società nate nel Dopoguerra che stanno vivendo una fase di profonda ambizione.
La prima giocherà nel girone B da neopromossa. Soltanto nel 2025 Daniele De Rossi, nativo di Ostia e cresciuto nell’Ostiamare, acquistava la società. Non è stato un capriccio dettato dalla brusca separazione con la Roma. Dopo un anno è già arrivato il salto, sebbene il proprietario si sia dovuto allontanare per proseguire la sua carriera in panchina. La distanza non cancella le risorse, la visione e l’organizzazione. Anche perché ci sono persone fidate nei ruoli di comando.
Lo scorso 6 agosto è stato nominato presidente suo padre Alberto, una vita nel settore giovanile giallorosso con tanti trofei vinti e molti campioncini svezzati in Primavera. Si occuperà della gestione dell’area tecnica tra prima squadra e giovanili.
Giulio Gallazzi invece non è stato un calciatore, ma uno sportivo di successo sì. Il presidente dell’Alcione ha vinto l'Europeo di football americano nel 1987. Ha poi intrapreso una carriera nel campo della consulenza finanziaria, diventando ceo del Gruppo SRI. Dal 2021 all’Alcione, ha dato un forte impulso a una società da sempre molto nota a Milano per la sua attività giovanile. Giuseppe Dossena, Alessandro Pistone, Andrea Caracciolo e Nicolò Rovella hanno tirato i primi calci con addosso la maglia arancio-blu. Tuttora il settore giovanile è il serbatoio di una prima squadra che si appresta a giocare il terzo campionato consecutivo nel girone A. Dopo essersi salvato comodamente nel 2025 e aver perso al primo turno dei playoff nel 2026, il presidente è stato chiaro presentando la stagione nella conferenza del 14 luglio: “Alzare l’asticella”, semplice a dirsi e forse anche a farsi per chi è partito dall’Eccellenza.
È possibile crescere in due città così grandi, ma intasate a livello di tifo? Roma e Milano non sono mai state Londra, sei squadre in Premier quest’anno, e neanche Madrid, dove al Real e all’Atletico si è aggiunto stabilmente il Rayo Vallecano (senza contare il Getafe nell’area metropolitana). Non c’è mai stato spazio per una terza squadra, se non per la romana Lodigiani in Serie C1 e C2 tra il 1983 e il 2005. Sembrava già un miracolo e forse lo era. L’Ostiamare ha il pregio di rappresentare un territorio vasto. Il Municipio X di Roma, in cui si trova Ostia, comprende circa 200mila residenti, un bacino enorme da cui attingere. Il lancio della nuova maglia bianco-viola è basato proprio sul concept “radici e ali”: appartenenza e capacità di spiccare il volo. Quello che ha fatto De Rossi.
Milano è molto più piccola di Roma e l’Alcione non può contare sull’appoggio di un quartiere così popoloso. La società però non si arrende al duopolio di Inter e Milan e sottolinea il suo legame con la città: dopo la promozione del 2024 provò a rendere l’Arena Civica “Gianni Brera” lo stadio di casa. La maglia away di quest’anno presenta una bellissima trama ispirata alla Galleria Vittorio Emanuele II, ma l’Alcione sarà ospite allo stadio Ferruccio di Seregno, dove ha stretto un accordo di cooperazione con la squadra locale: fornirà giovani del proprio vivaio per il campionato di Eccellenza. Una formazione B insomma, assieme a un settore femminile lanciato quest’anno che va dalle Pulcine alla prima squadra in Serie C. Nel frattempo si porta avanti il discorso per il nuovo stadio nell’hinterland, a Settimo Milanese.
Le strutture sono un limite all’espansione di altre realtà. Se già i club di Serie A portano avanti a fatica i loro dossier, le società più piccole sono costrette a soluzioni provvisorie e corse contro il tempo. L’Ostiamare, mentre proseguono i lavori di rifacimento dello storico impianto “Anco Marzio”, ha avuto la certezza solo il 9 luglio di poter giocare nel vicino stadio “Stella Polare”, casa della Nea Ostia di rugby. Nel centro sportivo sono stati aggiunti tre piccoli campi in erba, sabbia e cemento per migliorare le capacità tecniche e motorie dei ragazzi. “Diventare il terzo polo calcistico di Roma? Ambizioso ma non impossibile”, disse De Rossi presentandosi. Sia nella capitale che a Milano ci sono progetti e idee per non vedere più i soliti derby.