Gennaro Gattuso, un eccesso di uomo

Nonostante la tragedia famigliare in giovane età e la malattia con cui convive, Rino non è mai stato contro nessuno. Per questo merita tanto, come allenatore, giocatore ed essere umano

22 AGO 26
Immagine di Gennaro Gattuso, un eccesso di uomo

Foto ANSA

Vorrei conoscere il rapporto di Gattuso con Dio, e non sembri la curiosità invadente di chi non ha nulla da fare. Vorrei conoscere l’oltreuomo di Rino, capire se questa vita per lui è abbastanza intensa, o se ha bisogno di un’altra e un’altra ancora per potersi definire un essere completo. Vorrei, con tatto, privo di quella malignità tipica dei morbosi, sapere quanto lo abbia segnato il dolore per una sorella perduta giovane, e quanto lo condizioni il dubbio permanente di chi è costretto a combattere una patologia subdola come la miastenia oculare, rara malattia autoimmune che ha colpito i muscoli intorno ai suoi occhi.
Vorrei vorrei vorrei. Chissà come s’incazza Rino leggendo queste righe in cui parlo di lui, curiosando come un ladro di sofferenze, dimenticandomi del Gattuso allenatore e prima ancora atleta e calciatore. Perché in questo “eccesso di uomo” di cui parlo e di cui parliamo tutti di fronte a lui, ci dimentichiamo le sue capacità professionali, come se queste venissero infinitamente dopo.
Gattuso non è costretto a convivere solo con la sua malattia, ma anche con la sua immagine perennemente in croce. “Devo combattere ogni giorno, seguire la cura e non permettere alla depressione di avvolgermi”, questo ha detto.
E così, quando inizia a parlare, a spiegare, a difendersi, se mai se ne presenti la necessità, cominciano a lampeggiare alle sue spalle immagini di santi, di eroi, di schiavi. La sua faccia è una maschera, le sue parole sono pesanti, il suo ghigno un’espressione di accusa.
Contro chi sei Rino? Vorrei domandare. Ma sarebbe una domanda stupida, perché Gattuso non è contro nessuno, semmai contro chi vuole, come me, posizionarlo al centro di una scena drammatica, sempre e comunque, a prescindere dai fatti, dalle sue azioni, dalle sue capacità. Per questo motivo se io fossi un suo giocatore, mi butterei nel fuoco per lui. Lo farei, anche se mi facesse giocare in un ruolo sbagliato. Insomma mi infilerei la tuta del superman (quello dei fumetti) per dare a lui il mio scudo di protezione.
In una vita misera, dove ci sono persone senza senso che fanno paura per quanto sono povere di spirito, e sciocche, e prive di un qualsiasi istinto di bontà, Gattuso spicca per la sua umanità. Potrebbe essere il peggiore allenatore del mondo, e ovviamente non lo è, ma io lo seguirei. Al suo “eccesso di uomo” risponderei con il mio affetto.