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A chi interessa la Nazionale?
La Serie A che riparte non aiuta Mancini. Neppure cinque mesi dopo la terza eliminazione di fila dai Mondiali, l’azzurro è già uscito dai radar: nelle formazioni titolari delle 20 squadre ci sono 60 italiani, vale a dire meno del 30 per cento. Arriva il piano Malagò
22 AGO 26

Foto LaPresse
Almeno questa volta sono arrivati degli stranieri in grado di accendere la fantasia dei tifosi e non soltanto di svuotare le casse dei nostri club. E pazienza se la Serie A è diventata un campionato di transito e non più d’arrivo. Le grandi d’Europa mandano in Italia i loro gioiellini per vedere se possono diventare dei campioni. Nico Paz e i suoi fratelli. Potremmo dire così. Il problema vero è un altro: a chi interessa la nostra Nazionale? Neppure cinque mesi dopo la terza eliminazione di fila dai Mondiali, l’azzurro è già uscito dai radar in attesa di saltare addosso a Mancini se le cose in Nations League non dovessero andare bene il 25 settembre con il Belgio e quattro giorni dopo con la Turchia. Provate a leggere i colpi di mercato di quest’estate e vedrete che ancora una volta i grandi assenti sono i giocatori italiani.
È tornato in Italia Vicario, ha cambiato squadra Frattesi, ma per il resto è accaduto ben poco. Dopo ogni crisi ci si dice che bisogna puntare sui giovani italiani, che bisogna farli giocare, che è inutile ingaggiare stranieri senza valore, ma poi alla fine il risultato è sempre questo e Mancini dovrà fare il rabdomante per trovare ragazzi convocabili. Magari gli converrà guardare qualche campionato straniero, senza fermarsi solo a Donnarumma, Tonali, Calafiori e Palestra. In fin dei conti lo ha sempre fatto. Dalla Spagna segnalano Lorenzo Amatucci, arrivato al Rayo Vallecano dalla cantera viola. Naturalmente è un nazionale Under 21 che è andato a trovare spazio all’estero. Diciamocelo senza girarci troppo attorno: alla nostra Serie A della Nazionale importa poco o nulla. E non è certo la mancanza di stage a raccontarlo. D’altra parte la maggioranza delle proprietà dei 20 club di Serie A è straniera. Perché il fondo Oaktree o Jerry Cardinale dovrebbero preoccuparsi della maglia azzurra? Nelle formazioni titolari delle 20 squadre di Serie A ci sono 60 italiani, vale a dire meno del 30 per cento. Li ha contati Paolo Condò spulciando i campetti pubblicati dalla Gazzetta dello Sport.
La voglia di Nazionale è già sparita dai pensieri di chi comanda. Tanto poi la colpa sarà tutta di Malagò. Siamo all’anno zero della sua gestione, che per ora ha raccolto più critiche che consensi, ma dobbiamo renderci conto che per smuovere il nostro baraccone e tornare ad avere una Nazionale competitiva, almeno in grado di partecipare se non di vincere, non basteranno certo le stoccate di Diana Bianchedi. E proprio per questo sta per arrivare il “piano Malagò” che verrà presentato prima della scadenza dei 100 giorni e proverà a dare una smossa al calcio italiano. Se non cambieranno la mentalità dei club, il lavoro nei settori giovanili e la protezione dei nostri talenti, non arriveremo da nessuna parte. Malagò vuole provarci. Non resta che aspettare. Intanto, per fortuna, abbiamo anche altro azzurro a cui pensare, cominciando da quello delle ragazze di Velasco, che finora non hanno mai tradito.