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L'Europa del pallone è già alle prime fasi finali
Si giocano le ultime partite della fase preliminare per accedere alle coppe europee. Viaggio tra squadre dall'illustre passato e un presente un po' complicato e illustre sconosciute pronte a godersi l'Europa calcistica

Un'immagine della partita tra Benfica e St. Gallen (foto Ap, via LaPresse)
Mentre Bellingham rimontava la Norvegia e Merino si confermava uomo della provvidenza contro il Belgio, gli irlandesi dello Shamrock Rovers ribaltavano i maltesi del Floriana e i campioni delle Fær Øer del KI Klaksvik eliminavano quelli lussemburghesi dell'Atert Bissen, squadra che ha vinto il campionato locale da neopromossa. Il 7 luglio i Mondiali erano ancora nel vivo, ma sull'altra sponda dell'Atlantico qualcun altro iniziava già il suo sogno. La nuova formula di Champions ed Europa League, col passaggio da 32 a 36 squadre nel tabellone principale, e la creazione della Conference hanno spalancato le frontiere a chi è sempre stato ai margini del grande calcio. L'Uefa prima dell'Unione europea. Il 2025 è stato l'anno degli Hamrun Spartans, prima squadra a rappresentare Malta nella fase finale di una coppa europea. Allenata da un italiano, Giacomo Modica (ora al suo posto c'è l'ex campione del mondo Marco Amelia), è stata eliminata nel maxi-girone di Conference. Poco importa, si è tolta la soddisfazione di vincere almeno una partita. Ai kazaki del Kairat Almaty invece è bastato segnare per esultare: perdevano 4-0 col Bruges, ma il primo gol in Champions non si scorda mai.
Chi ricorderà il 2026 come il suo anno? Di sicuro una tra Hapoel Be'er Sheva e Sabah Baku: la squadra israeliana si fece conoscere nel 2016 battendo due volte l'Inter di de Boer prima e Pioli poi in Europa League, la società azera invece ancora non esisteva. Venne fondata un anno dopo. Si affronteranno in uno dei sette spareggi Champions. Dove c'è anche il Bodø/Glimt, a proposito di club in grado di trovare gloria contro l'Inter. Affronterà il NEC Nijmegen, squadra olandese mai arrivata a certi livelli. Per eliminare l'Olympiakos nel turno precedente ha avuto bisogno di un gol di Emre Mor, vecchio oggetto di mercato turco delle squadre italiane, e di un assist dell'ancor più vecchio Dusan Tadic, sublime trequartista dell'Ajax di ten Hag. In rosa c'è anche Perr Schuurs: l'ex difensore del Torino però è ancora infortunato.
Esiste persino una soluzione per gli amanti del modello norvegese che considerano ormai il Bodø troppo mainstream: tifare Viking, i campioni in carica dell'Eliteserien. In campo contro la Dinamo Zagabria, sarebbero degli esordienti nella fase finale del torneo più ambito. Da vincere per alcuni, da giocare per molti di più. Tra cui il Celje, che aspira a diventare il secondo club sloveno in Champions dopo il Maribor. Per arrivare a questo punto ha dovuto eliminare l'Ararat Armenia, altra società molto giovane fondata nel 2017 nella capitale Erevan. Porta il nome dell'omonimo monte, un vero e proprio simbolo identitario del paese nonostante si trovi interamente in Turchia dal 1921, a pochissimi km dal confine. L'Ararat può diventare la prima squadra dell'Armenia nella fase finale di Europa League. Dovrà battere i romeni dell'Universitatea Craiova.
Le coppe estive come un affascinante Interrail, dove il percorso conta più della meta. Non per tutti: Dejan Stankovic è stato esonerato dalla Stella Rossa dopo essere stato eliminato dall'Hapoel Be'er Sheva, espulso nella gara decisiva e aver litigato col pubblico uscendo dal campo. Nemmeno Vincenzo Italiano può permettersi di sbagliare col Besiktas, soprattutto dopo l'arrivo di Dusan Vlahovic. Non lo ha fatto finora e non deve farlo contro lo Zalgiris, nome lituano che si associa solitamente al basket. Anche per il Benfica l'ingresso nel tabellone di Europa League è un obbligo. I portoghesi hanno iniziato la campagna il 23 luglio perdendo in Svizzera, ma poi hanno segnato 5 gol al St. Gallen al ritorno e altri 6 in un colpo solo agli Hearts. Ora i danesi dell'Aarhus.
Meglio giocare la coppa più importante che si sa di non poter vincere o partecipare a un trofeo meno blasonato in cui si è tra i favoriti? Gli introiti economici hanno la loro risposta insindacabile, ma per Atalanta, Monaco e Ajax, tutte in Champions lo scorso anno, è meglio non sottovalutare l'inizio della Conference League contro squadre che giocano partite ufficiali già da un mese. Partono comunque favorite contro Hapoel Tel Aviv, Gornik Zabrze e Sion. Difficile invece stabilire chi lo sia tra Lincoln (Gibilterra) e Larne (Irlanda del Nord), o tra gli andorrani dell'Inter Escaldes, club che riecheggia il quasi omonimo italiano tra stemma e colori sociali, e i kosovari del Drita, una squadra illuminista. Il nome in lingua albanese significa “luce” e in tribuna hanno gli “Intelektualet”, il gruppo ultras più noto del paese.