Sport
1965-2026 •
E' morto Alex Fiorio
Dopo essere stato uno dei migliori stradisti italiani con la perla di un Mondiale Gruppo N nel 1987, l'ex pilota si era trasformato in un commentatore competente, polemico e dissacrante

Alex Fiorio non ce l’ha fatta. Ha combattuto come faceva sulle strade dei rally per battere l’ultimo avversario che si era messo sulla sua rotta, ma non è riuscito a superarlo. Il male si era insinuato troppo duramente nel suo corpo e a 61 anni compiuti a marzo la sua voce competente, polemica e dissacrante ha smesso di inondare i social dove aveva un bel seguito di appassionati. Si era rintanato in Puglia accanto a papà Cesare da quando l’ex direttore sportivo di Lancia e Ferrari era stato vittima di un brutto incidente in bici. La Masseria Camarda era diventata il nuovo regno suo e della sua famiglia, a cominciare da sua figlia Mariapaola. Si era messo a fare l’agricoltore con papà e si erano pure inventati una pista da rally dove ospitare la Coppa Fiorio, ma anche per dare lezioni di guida. Una seconda vita dopo essere stato uno dei migliori stradisti italiani con la perla di un Mondiale Gruppo N nel 1987. Guidava una Lancia, naturalmente. Quando la Lancia era ancora la regina di quelle gare. Nel biennio del dominio Lancia nel Campionato del mondo rally (1988-1989), era il secondo pilota della scuderia dopo Miki Biasion: andò sul podio nove volte (sei secondi posti e tre terzi posti).
Nel suo ultimo messaggio su Instagram del 13 luglio, raccontava che dopo aver superato una brutta infezione, stava per ricominciare il ciclo di chemioterapia. “Ce la farò!” diceva. Ma poi non era più comparso in video a commentare i Gran premi di luglio. Lui che anche nelle settimane della malattia non aveva mai perso l’appuntamento per dire la sua e poi raccontare qualche aneddoto dei suoi.
Focoso, senza veli, senza paura di usare una parola di troppo. Aveva idee precise e le difendeva. Poteva farlo perché sapeva come si tiene un volante e grazie alle chiacchierate con papà sapeva pure come si gestisce un team ad altissimo livello.
L’8 giugno aveva annunciato su Instagram la sua battaglia: “In tanti mi avete scritto: Alex stai bene, sei dimagrito… Ci credo, ho un tumore…Me lo hanno diagnosticato tre giorni fa. Ho un tumore allo stomaco, alla valvola dello stomaco… Combatterò. Sono forte e combatterò. Non voglio messaggi di conforto, ma solo avvisarvi che probabilmente per qualche giorno non ci sentiremo”. Un annuncio a modo suo, con un sorriso più amaro del solito, ma pur sempre con un sorriso. Era tornato in video, ancora più magro, ma sempre polemico. Sempre vivo. Aveva acceso le speranze, anche se chi gli è stato vicino ci mandava messaggi poco rassicuranti e lui rispondeva ai Whatsapp con poche parole. Fai buon viaggio Alex, hai avuto una bella vita veloce. Forse troppo veloce per i tanti che ti hanno voluto e ancora ti vogliono bene. Non solo papà Cesare, mamma Francesca, la moglie Oxana, le figlie Mariapaola e Francesca, il fratello Cristiano e la sorella Giorgia. Ma tutti quelli che prima hanno tifato per te e poi ti hanno seguito nelle tu acrobazia da commentatore senza peli sulla lingua.