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MotoGp 2026: un podio che sa di grande conferma per Bezzecchi
Dopo la frattura scomposta del Gran Premio di Germania e la pausa estiva, il pilota romagnolo torna in pista con una prestazione che aumenta le aspettative per le dieci gare mancanti

Foto ANSA
L’uomo del giorno, per una volta, è quello che è arrivato terzo. Battuto, ma contento. Perché per Marco Bezzecchi era importante sentirsi ancora vivo, sentirsi rammendato dopo le fratture, le operazioni e quattro weekend senza un punto portato a casa alla domenica. Il dolore c’è ancora, come racconta il ghiaccio sulla spalla dopo la fatica. Ma dentro c’è tanto orgoglio. Sabato, dopo il podio della Sprint, aveva pianto. Domenica, dopo il podio nella gara lunga, un podio difeso con ogni mezzo e ogni goccia di forza rimastagli nei muscoli delle braccia, non piange e trova un sorriso. E’ ancora un uomo felice, un pilota che, nonostante i 31 punti di distacco in classifica da Jorge Martin, sa di potersi giocare il titolo fino alla fine. “Sono contento. Sono stanco, non ce la faccio più. Però bello, ne è valsa la pena – ha spiegato Bezzecchi -. Come ho difeso il terzo posto? Lo volevo troppo il podio, non potevo mollare. Ero disposto a tutto, per tutto il lavoro che ha fatto la squadra e per tutto il mazzo che mi sono fatto io. È stato bellissimo, mi sono divertito un sacco”. A Silverstone, nel Gran premio di Gran Bretagna, è stato ancora un festival Aprilia. Per la terza volta quest’anno la casa di Noale ha occupato il podio con le sue moto: Fernandez, Martin e Bezzecchi. Ha vinto il team satellite, quello gestito dall’infinito Davide Brivio, ma ancora una volta c’è stata la conferma del lavoro fatto in fabbrica che già aveva permesso di sbancare ad Assen e Le Mans. Alex Marquez con la Ducati del Team Gresini si è fermato ai piedi del podio dopo un grande duello con Bezzecchi, suo fratello Marc ha chiuso solo al settimo posto, mentre Bagnaia è finito un’altra volta per terra e non vede l’ora di chiudere l’avventura con la Casa che lo ha portato a due titoli mondiali e poi lo ha abbandonato.
“Ero molto, molto concentrato, mi ero tenuto qualcosa con le gomme – ha spiegato Bezzecchi – Fisicamente sapevo che avrei mollato un po’, soprattutto quando mi ha passato Jorge e poi Alex. Non ne avevo più, però non ho mollato ed è stato gustoso. Dopo due operazioni nell’arco di 6-7 giorni generalmente si sta poco bene e anche psicologicamente non andava troppo bene, in testa ti restano un sacco di cose per tutto il periodo in cui sei infortunato. Tantissimi dubbi, non è stato semplice.” L’uomo del giorno è lui anche se non ha vinto e ha portato a casa meno punti del suo avversario diretto in campionato, che poi è anche il suo compagno di squadra che a fine anno saluterà tutti per andare in Yamaha. Ma Martin è abituato a vincere quando ha già un piede in un’altra squadra. È quasi una specialità della casa. Bezzecchi però, dopo l’infortunio e la pausa estiva, aveva bisogno di risposte soprattutto dal suo corpo. La frattura scomposta alla clavicola sinistra rimediata al Gran Premio di Germania il 10 luglio lo ha prima costretto a farsi operare e poi a trasformare il periodo di riposo in una lotta contro il tempo per tornare in forma. Non era scontato, non era semplice. Ma corpo e testa hanno risposto: presente. Ora per il Mondiale c’è ancora anche lui. Mancano dieci weekend, dieci gare Sprint e dieci gare lunghe. Il tempo per divertirsi c’è.