Battocletti, la nostra signora del mezzofondo non si accontenta

A caccia del doppio oro: “Ogni gara ha la sua storia, voglio giocarmela fino all’ultimo giro”
8 AGO 26
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Foto Lapresse

Ai Campionati Europei del 2024 a Roma, Nadia Battocletti è riuscita nell’impresa di vincere l’oro nei 5.000 e nei 10.000 metri. Una prova di forza coronata dal record italiano e, pochi mesi dopo, dall’argento olimpico di Parigi nei 10.000, alle spalle della sola keniana Beatrice Chebet. L’atleta delle Fiamme Azzurre si presenta ai nastri di partenza degli Europei di Birmingham con i titoli italiani appena conquistati a Firenze (nei 5.000 e nei 1.500) e con l’attesa che accompagna le regine del mezzofondo. “Sento di stare bene, ho lavorato duramente e sono fiduciosa”, dice al Foglio sportivo.
Nadia è tra le sportive più note dell’atletica italiana: tenace, mai sopra le righe, consapevole che a questi livelli non si può dare nulla per scontato. “Ogni gara ha la sua storia - dice ancora - ma io voglio giocarmela fino all’ultimo giro. In queste competizioni servono anche esperienza, capacità di restare lucide quando la gara si sporca, il momento in cui scegli di cambiare ritmo. Il resto lo scopro in pista”.
Dopo la doppietta di Roma e l’argento olimpico di Parigi, Nadia riparte dai 5.000 e dai 10.000
Quei 400 metri in tartan sono il luogo dove trascorre le sue giornate, fatte di allenamenti, fisioterapia, alimentazione e recupero. “La vita da agonista è complessa - continua l’azzurra - e ci sono aspetti, come il riposo, di cui pochi parlano. Anche recuperare richiede metodo, attenzione e cura dei dettagli. Basta un nulla per ‘cadere’.” A Nadia è successo al Golden Gala dello scorso giugno a Roma, dove una sindrome influenzale e altre misteriose circostanze l’hanno costretta a un 13° posto finale. “Dalle batoste si impara. Mi sarei aspettata altro visto l’impegno messo nei mesi precedenti. Lo sport a certi livelli è così: ti capitano prestazioni che non pensavi di poter avere nelle gambe. Nel bene e nel male”.
Il suo piano: “Conta saper aspettare il momento giusto per cambiare ritmo”
L’atletica, però, non è l’unica passione nella vita della ragazza di Cles, capoluogo della Val di Non. In pochi sanno che parallelamente allo sport lei studia per diventare architetto. “Sono iscritta alla facoltà di ingegneria edile-architettura, ed è una passione vera, non un piano di riserva. Mi affascina il modo in cui si progetta uno spazio pensando a chi lo abiterà, e mi interessa molto il tema della sostenibilità. Trovo che l’architettura abbia più punti in comune con l’atletica di quanto sembri: in entrambe si lavora a lungo su qualcosa che si vedrà solo alla fine. Mi piacerebbe restituire quello che lo sport mi sta insegnando - dice la Battocletti - la disciplina, la gestione delle difficoltà, il modo di rialzarsi, e soprattutto essere utile ai più giovani, a chi pensa di non avere gli strumenti per arrivare da qualche parte. Lo sport è uno dei pochi ambiti in cui si può ancora dimostrare il contrario”.
Lei, classe 2000, ha uno sguardo privilegiato sul mondo giovanile, cogliendone bene le difficoltà, le aspirazioni e il rapporto con un mondo non sempre facile da vivere. “Spesso alle nuove generazioni si affibbiano etichette, generalizzando – continua la mezzofondista –. Siamo cresciuti in un’epoca diversa, con i social e con molte più possibilità davanti: questo può creare distrazioni, ma non toglie la voglia di impegnarsi. Conosco tanti ragazzi che studiano, lavorano, si allenano ad alto livello. Io stessa sto per completare il mio corso di studi universitario mentre preparo un Europeo, e non è una cosa che si fa senza rinunce. Forse comunichiamo le ambizioni in un modo diverso e cerchiamo più equilibrio tra vita privata e lavoro. Quello che lo sport mi ha insegnato è che senza costanza non arriva niente. E che i sacrifici si fanno volentieri quando trovi qualcosa in cui credi davvero”.
A pochi giorni dagli Europei di Birmingham, Nadia è tra le favorite al titolo che dovrà difendere dagli assalti dell’olandese Maureen Koster e della francese Sarah Madeleine. Si vociferava anche di un suo possibile impegno nei 1.500, ma alla fine l’azzurra si presenterà ai nastri dei 5.000 e dei 10.000 (martedì 11 e venerdì 14, nelle sessioni serali), pronta a scrivere un’altra pagina storica per la nostra atletica, un movimento che in Italia sta crescendo più di quanto si percepisca. “Il calcio ha uno spazio enorme e il tennis sta vivendo un momento straordinario grazie ai risultati di Sinner, Musetti e Berrettini: è giusto così, le vittorie attirano attenzione e portano gente nuova allo sport”. Anche l’atletica italiana non è da meno. Jacobs, Tamberi, Simonelli, Furlani e Diaz stanno dimostrando il loro valore con importanti prestazioni che fanno ben sperare. “Negli ultimi anni l’atletica sta ottenendo risultati lusinghieri - continua Battocletti - e l’attenzione aumenta. Servono i successi, certo, ma anche investimenti, strutture e promozione nelle scuole. L’atletica ha un vantaggio che gli altri sport non hanno: alla base ci sono correre, saltare e lanciare, gesti che sa fare chiunque. Va solo fatta sentire più vicina”.