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ipotesi di mercato •
La nuova scommessa della Juventus si chiama Zion Suzuki
Il club bianconero ha messo gli occhi sul portiere giapponese del Paris Saint-Germain, ultimo acquisto nel riassetto post Donnarumma. Un giocatore discontinuo, ma con margini di crescita

Foto ANSA
Questa settimana The Athletic si è chiesto perché i portieri sul mercato non costino di più. Del resto, il trasferimento più oneroso di sempre per un estremo difensore appartiene ancora a Kepa Arrizabalaga: nel 2018 il Chelsea pagò all’Athletic Bilbao gli 80 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria. Non che non ci siano stati portieri venduti a caro prezzo anche di recente. Nel 2023, come si ricorderà, il Manchester United versò 52 milioni di euro più altri 5 di bonus nelle casse dell’Inter per André Onana. Anche se non vengono più pagati cifre record, come accade per esempio in altri ruoli, i portieri sono comunque sempre pezzi pregiati nel mercato.
Il perché è facilmente intuibile: in uno sport a basso punteggio come il calcio, è importante avere in squadra non solo chi segna i gol (e infatti gli attaccanti sono sempre fra i ruoli più costosi), ma anche chi è in grado di evitarli. Il portiere nel calcio a undici quindi non avrà magari lo stesso peso e la stessa importanza di un collega dell’hockey su ghiaccio o della pallamano, ma è sempre un elemento chiave nei successi (o negli insuccessi) di una squadra.
Una squadra che non sta trovando pace in questo ruolo è il Paris Saint-Germain. I parigini sembravano aver trovato stabilità con l’arrivo di Gianluigi Donnarumma. Con Luis Enrique però è ripreso il turnover fra i pali. Ceduto Donnarumma al Manchester City, la titolarità è stata affidata inizialmente a Lucas Chevalier, salvo poi puntare su Matveï Safonov. Nemmeno il russo però ha convinto e così i francesi si sono buttati nuovamente sul mercato alla ricerca di un estremo difensore, individuando in Zion Suzuki del Parma il sostituto ideale di Chevalier. L’ex Lilla però non ha alcuna intenzione di lasciare la capitale francese e così il PSG potrebbe finire per prestare Suzuki alla Juventus, altra squadra alla ricerca disperata di un portiere. Ma chi è Suzuki?
Cresciuto negli Urawa Red Diamonds, a sedici anni e cinque mesi d’età Suzuki firmava il suo primo contratto da professionista, debuttando in campionato a diciotto anni. Da lì in poi è stata tutta una salita, col trasferimento in Europa al Sint-Truiden (club belga che rappresenta una vera e propria enclave di giocatori giapponesi) e, successivamente, al Parma. Qualche dubbio c’è però sulla sua affidabilità. Non ci troviamo infatti di fronte a un portiere stratosferico quanto invece a uno discontinuo, che alterna buone parate (grazie a un’ottima reattività) ad altri interventi meno sicuri, come per esempio sulle palle alte (nonostante i 191 cm d’altezza). Di contro, si tratta di un buon profilo per quanto riguarda il gioco con i piedi. Spesso le azioni offensive del Parma sono infatti passate da lui in fase di costruzione. Probabilmente la Juve confida che Suzuki abbia ancora margini di crescita, vista l’età (è un 2002) e che riesca a diventare il primo vero portiere nipponico di alto livello. Fino a ora infatti il Giappone non è ancora riuscito a trovare un Genzo Wakabayashi o un Ken Wakashimazu in carne e ossa.