L'effetto Antonelli sulla Formula 1 secondo Domenicali

Il ceo della F1 traccia il bilancio di metà stagione: sold out ovunque, nuovi tifosi grazie all’effetto del pilota italiano e un pacchetto di regole più semplice in arrivo. Se il Golfo non si sblocca, finali possibili a Imola o in Portogallo. “Decidiamo entro settembre: la Formula 1 oggi è più forte di qualsiasi tempesta”

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Ultimo aggiornamento: 11:56
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Foto Ap, via LaPresse

“La Formula 1 non è mai stata così bene”. Parola di Stefano Domenicali nell’incontro di mezza estate per fare il punto. Il ceo della Formula 1 ci arriva senza voce, ma con le idee chiare e un piano alternativo per chiudere il campionato in Europa se la situazione sul Golfo non dovesse risolversi. “Entro metà settembre prenderemo una decisione. Abbiamo alcune opzioni per chiudere la stagione in Europa. Dite che farà freddo? Ma le medie stagionali europee sono più alte di quelle di Las Vegas”. Pioggia, nebbia e neve non lo preoccupano. “Ricordo gare dove abbiamo già affrontate in passato”, assicura facendo gli scongiuri. In ballo ci sono Imola e il Portogallo. Domenicali non dice chi sia favorito. Il suo cuore probabilmente ha già fatto una scelta. Pensate che bello chiudere tutto a Imola con Kimi e la Ferrari ancora in lotta.
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato anche Domenicali, non potrebbe essere altrimenti: “È fresco, spontaneo e sta portando tantissimi nuovi tifosi. In pista ha dimostrato di essere fortissimo e, senza i due ritiri causati dall'affidabilità, avrebbe un vantaggio ancora più ampio in campionato rappresenta uno dei talenti più interessanti che la Formula 1 abbia accolto negli ultimi anni". Domenicali già si immagina una Monza divisa: accanto al tradizionale rosso Ferrari potrebbero comparire sempre più bandiere dedicate ad Antonelli. "Sarà affascinante vedere quale sarà la dimensione del suo tifo. Sta attirando una generazione molto giovane nel nostro ecosistema ed è un beneficio per tutti". Poi aggiunge: "Per noi italiani è ancora più importante perché era da tantissimi anni che non avevamo un pilota capace di lottare per qualcosa di davvero importante".
Prima della pausa estiva è tempo di bilanci dopo tutte le critiche ricevute a inizio stagione sulle nuove regole: "Il campionato sta vivendo il momento più alto per seguito, pubblico presente ai circuiti e coinvolgimento dei tifosi", ha spiegato. Tutti i Gran premi disputati finora hanno registrato il tutto esaurito e anche molti appuntamenti della seconda parte dell'anno sono già sold out. Un segnale che, secondo Domenicali, certifica la solidità della piattaforma Formula 1 al di là di ciò che accade in pista. Il numero uno del Circus sottolinea come la crescita non riguardi soltanto gli appassionati storici, ma soprattutto una nuova generazione di tifosi. "La nostra sfida è far capire ai nuovi fan che cosa sia davvero la Formula 1: competizione, tecnologia, spettacolo e divertimento". Quello che vorrebbe è una Formula 1 semplice che tutti possano capire. Ne ha parlato anche con George Lucas, il regista di Guerre Stellari che era in pista a Budapest. “Dobbiamo mantenere le cose più semplici possibili è con questa idea che stiamo studiando i nuovi regolamenti e contiamo di proporre alla Fia un pacchetto da cui cominciare a discutere entro fine anno”. Motori temici, ma anche elettrici, benzine sostenibili e soprattutto permettere al pilota di spingere sempre al massimo. Quest’anno non è sempre stato così. Ma come dice Domenicali in pochi se ne accorgono perché ormai la F1 è uno show. "I tifosi amano quello che vedono in pista. La maggior parte delle persone non è interessata a capire clipping o altri dettagli tecnici: vuole vedere sorpassi e battaglie". I risultati dicono che ha ragione. “Gli sponsor continuano ad aumentare, il valore delle squadre cresce costantemente e la Formula 1 è diventata un modello osservato dalle principali leghe sportive mondiali. Parallelamente continua ad arrivare un numero elevatissimo di candidature da parte di Paesi e promotori interessati a ospitare un Gran Premio”. Aumenteranno le gare Sprint, ma non si andrà oltre le 24 gare con un piano B già pronto anche per il 2027 se la situazione in medio oriente non dovesse migliorare. “ma allora sarei più preoccupato come uomo che come presidente della Formula 1”