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Juventus Next Gen che affarone!
Negli ultimi sette anni le plusvalenze generate da prodotti della seconda squadra del club torinese ammontano a 187 milioni di euro: su un totale di 428 milioni, i ricavi riconducibili ai profili della Next Gen pesano per il 44 per cento del totale
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Foto LaPresse
La Juventus raccoglie i frutti della Next Gen. Il club bianconero è stato il primo in Serie A a fondare una sezione Under 23, nel 2018, per far crescere internamente i talenti. Da allora la seconda squadra si è affermata come componente cruciale del modello di player trading del club torinese. Negli ultimi sette anni le plusvalenze generate da prodotti della seconda squadra ammontano a 187 milioni di euro: su un totale di 428 milioni, i ricavi riconducibili ai profili della Next Gen pesano per il 44 per cento del totale.
La cessione più remunerativa è avvenuta nel 2024/25, quando Matias Soulé è passato alla Roma per 25,6 milioni generando una plusvalenza di 22,3 milioni. Per l’ultimo esercizio, chiuso al 30 giugno 2026, si stimano 33 milioni di plusvalenze dalla Next Gen sugli oltre 44 milioni conseguiti, che rappresentano la voce principale dei 56 milioni di proventi dalla gestione calciatori. Oltre al sollievo immediato per i conti, la Next Gen si è spesso rivelata una fonte di redditività sul lungo periodo: tra bonus e clausole sulle rivendite, sono maturati a posteriori oltre 45 milioni di euro, che portano la dote complessiva degli Under 23 a poco meno di 235 milioni. Il caso più recente – e più corposo – è quello di Tarik Muharemovic. Il difensore bosniaco era passato al Sassuolo nel luglio 2024, con la dirigenza bianconera che si era riservata il 50 per cento sul valore della rivendita. Il Leeds ha investito quest’anno 38 milioni di euro per il suo cartellino, con il club emiliano che dovrà girarne 19 alla Juventus. L’Under 23, nata come ponte tra le giovanili e la prima squadra, ha contribuito da un lato a formare talenti per la prima squadra (Yildiz e Miretti), ma soprattutto a generare risorse.
Lorenzo Lucchesi