Finalmente il dilemma è arrivato: stare con Antonelli o con la Ferrari?

A Spa il primo testa a testa tra il pilota italiano e una macchina della scuderia di Maranello. Per il pilota della Mercedes sesta vittoria stagionale

20 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 06:11
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Foto Epa, via Ansa

Per la prima volta il dilemma si è materializzato: stare con Kimi o con la Ferrari? Il teatro è stato l’Università della Formula 1, il circuito più bello in assoluto. Spa Francorchamps uscirà dal calendario del prossimo anno per alternanza con Barcellona. E se c’era un modo per prendersi un, auspicabilmente, breve congedo, Spa ha scelto il migliore. La sfida tra il ragazzino bolognese e la Scuderia modenese è stata tante volte evocata ma, per varie vicissitudini, mai significativamente vista nella versione del corpo a corpo. A Silverstone, quindici giorni fa, sembrava essere il teatro giusto. Ma il duello non ci fu a causa di un problema di affidabilità della Mercedes di Kimi. Si disse, allora, che Leclerc ben difficilmente avrebbe vinto, visto che Antonelli sembrava averne di più.
Il grande regista occulto che governa questo Mondiale di Formula 1 ha però deciso che l’Ok Corral si sarebbe potuto effettivamente vedere sulle Ardenne. Una “virtual safety car” si è infatti alleata con il principino monegasco e messo i due nella stessa configurazione di Silverstone. Ma, questa volta, il finale è stato diverso. D’altronde lo disse in maniera inequivocabile Gian Maria Volontè, frase poi ripetuta da Clint Eastwood, in “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone. Ovvero: Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola…eccetera eccetera. Kimi Antonelli imbracciava il fucile, Charles Leclerc aveva in mano la pistola. Eppure il duello non è stato così impari. E allora vien da chiedersi se quei giri di confronto, aspro ma sempre leale e corretto, nei quali prima Kimi ha ripreso la scia di Charles, poi lo ha passato al classico rettilineo del Kemmel, infine lo ha tenuto dietro senza staccarlo realmente mai, abbiano davvero scavato il solco. Il confine tra chi, in ogni caso, ha sempre tifato e sempre tiferà per una vettura rossa, a prescindere da chi la guidi, e chi invece patriotticamente sta con in giovane Andrea Kimi, seppur alla guida di una vettura anglo-tedesca.
Forse siamo di fronte anche a un confronto, tra sostenitori, di tipo generazionale. La Formula 1 sta dilatando enormemente il suo bacino di utenza. Chi è stato fisicamente a Spa racconta di code interminabili, di tribune nuove di zecca e un numero impressionante di giovani che si stanno appassionando a questo sport. Ragionare su schemi vecchi, ovvero che la Ferrari venga sempre prima di chiunque altro, forse è diventato antistorico.
Il merito, oltre al valore motoristico della vettura che la Mercedes ha riportato dopo qualche anno di vacche magre, va dato a questo ricciolino emiliano. Che di quella terra di motori e caparbietà ha ereditato energia e sorriso, talento e capacità di saper stare al mondo. Sei vittorie su dieci per lui, il destino galantuomo che gli ha restituito punti di vantaggio su Russell infliggendo all’albionico uno zero a causa di un incidente con Hamilton all’inizio. Nelle gare di Barcellona e Silverstone, quelle vinte dalla Ferrari con Hamilton e Leclerc, il ragazzino aveva fatto zero. In mezzo c’era stato il terzo posto in Austria. Ora il suo vantaggio su Hamilton e Russell è, rispettivamente, di 45 e 50 punti. Ci saranno altri “zero”, difficile pensare che Antonelli si metterà a ragionare troppo per speculare su questo enorme vantaggio.
Per altro, la Formula 1 si trova a dover nuovamente riflettere sul suo calendario visto che le ultime due gare previste, in Qatar e Abu Dhabi, non sono per niente certe di essere disputate. E le due tappe cancellate, Arabia e Bahrain, al momento non sembrano recuperabili. Ergo, nel peggiore scenario possibile (che non è augurabile principalmente perché significherebbe che il conflitto è totalmente sfuggito di mano), il Mondiale potrebbe essere assegnato con 20 e non 24 gare. Si torna in pista subito, classica tappa di fine luglio nella fornace di Budapest. Lì le previsioni dicono che la Ferrari sarà favorita. Ma le stesse previsioni davano la Rossa in difficoltà nella “doppia S”, Silvertone e Spa, e invece sono arrivate una vittoria e un secondo posto. Quindi, meglio aspettare il verdetto della pista senza consultare tarocchi che oggi nessuno sembra in grado di leggere correttamente.