Da Nassiriya al Powerchair Hockey. Warriors, la vittoria nata da una promessa

Dalle prime esperienze in A2, i tornei internazionali, fino alla promozione in A1 e la vittoria dello scudetto nel 2023, la squadra fondata da Fabio Merlino è un punto di riferimento del movimento: "E' nata proprio in memoria di mio papà. Prima che partisse per l’Iraq mi promise che mi avrebbe portato a provare l’hockey"

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Gli stessi colori dell’arma dei Carabinieri, il rosso e il blu, risaltano sulle maglie dei giocatori del Macron Warriors Sabbioneta, squadra mantovana di quello che oggi si chiama powerchair hockey, giocato utilizzando una carrozzina elettronica. Un legame profondo, che si interseca con la storia personale di chi questa squadra l’ha creata da zero, Fabio Merlino, ora allenatore e presidente, dopo un passato da giocatore: “La squadra è nata proprio in memoria di mio papà. Prima che partisse per l’Iraq mi promise che al ritorno della missione mi avrebbe portato a provare l’hockey. Purtroppo non è tornato, ma se iniziai a giocare fu grazie a lui”.
Quel maledetto 12 novembre 2003, quando due veicoli pieni di esplosivo si lanciarono contro la base Maestrale a Nassiriya, in Iraq. Morirono 28 persone, tra questi il sottotenente dei Carabinieri Filippo Merlino, papà di Fabio: “Condividevamo la passione per lo sport, quando tornava dalle missioni andavamo sempre allo stadio insieme. Fu proprio in quella circostanza che incontrammo un gruppo di ragazzi di una squadra di wheelchair hockey. Papà vide il mio sorriso e mi disse che mi avrebbe accompagnato a provare”. A distanza di tre anni da quel giorno del 2003 e dopo una delicata operazione alla colonna vertebrale, Fabio realizzò la promessa che gli aveva fatto il papà. Iniziò a giocare a Parma, dove era appena nata una squadra di Serie A2. Dopo poco passò in Serie A1, diventando anche capitano del Bologna: “Ho avuto modo di crescere sia come persona che come giocatore, riuscendo anche a giocare due finali scudetto”. L’ambizione, però, era quella di creare un progetto più grande, proprio a casa sua. Così, insieme a mamma Alessandra iniziò un percorso fatto di chiamate e open day, fino a quella chiacchierata di Bologna: “Presentammo il progetto della squadra all’amministratore delegato di Macron, Gialunca Pavanello, che lo accolse con grande entusiasmo e scommise su di noi”. Il 20 settembre 2014 nascono i Macron Wheelchair Warriors di Viadana.
È lo sport di tutti. E per tutti. Il powerchair hockey nacque nei paesi scandinavi negli anni Settanta come disciplina per favorire l’attività fisica di persone con condizioni gravi di disabilità, per esempio la distrofia muscolare. Anche chi non riesce a utilizzare la mazza, infatti, può giocare usando lo ‘stick’, un attrezzo a T fissato ai bordi della carrozzina che permette di colpire la palla: “Sono molto orgoglioso perché oggi ci sono sempre più giovani che vengono a provare e si aprono alla pratica sportiva. Facciamo un gran lavoro anche con le scuole per coinvolgere sempre più ragazzi e ragazze e far conoscere questo sport. Il mio obiettivo è quello di realizzare un centro sportivo totalmente accessibile, anche adiacente alle scuole così da permettere l’educazione fisica a tutti”. Da cinque anni i Warriors si sono aperti anche al powerchair football, calcio in carrozzina: “Abbiamo voluto creare questo mix proprio per stimolare sempre più ragazzi ad avvicinarsi a fare sport, a essere coinvolti e darsi degli obiettivi e delle ambizioni”.
Dalle prime esperienze in A2, i tornei internazionali, fino alla promozione in A1 e la vittoria dello scudetto nel 2023, i Macron Warriors sono un punto di riferimento del movimento, sia in Italia che all’estero: “Sono molto orgoglioso, non solo dei risultati ottenuti anche a livello internazionale, ma la soddisfazione più grande è quella di far appassionare sempre più ragazzi e ragazze a questo sport meraviglioso”. Proprio come avrebbe voluto papà.