Chissà che avrebbe detto Maradona se avesse visto che il presidente della Fifa tifa Argentina

La semifinale di questa sera non ci interessa, la vera attesa è per la partita con i tamarri argentini. Non sarà un vendetta per il furto del 1986, ma bisogna vincere sperando che Infantino non abbia chiesto di non usare i cartellini contro l'Albiceleste

14 LUG 26
Immagine di Chissà che avrebbe detto Maradona se avesse visto che il presidente della Fifa tifa Argentina
Questa sera si gioca Francia-Spagna, e chissenefrega. Lasciate pure che vi dicano che è una finale anticipata, che al Dallas Stadium scenderanno le due squadre che più hanno impressionato in questo Mondiale per gioco, difesa, attacco, profondità della rosa e altre cazzate così. La partita si gioca domani, e spero che nel frattempo Aldo Cazzullo abbia tempo di ripassare un po’ di geografia e chiamare le Falkland con il loro nome nei suoi articoli da Osvaldo Soriano tarocco, e non Malvinas come hanno fatto, cantando, i tamarri argentini nello spogliatoio dopo il quarto di finale con la Svizzera (partita durante la quale Messi ha battuto il record di passeggiate soffiandolo a qualche pensionato della Costa Azzurra). 
Il nostro quarto di finale mi ha fatto perdere il conto delle birre ingurgitate, e sempre sia lodato Jude Bellingham – da noi inglesi per ovvi motivi, ma anche da voi italiani: sai che palle altri tre giorni di aneddoti sulla Viking Row, ormai più presente nei vostri Tg di Bonelli e Fratoianni? E sempre sia lodato Sørloth, l’attaccante che sull’1-0 per gli altri ha scelto di dribblare se stesso e colpire le chiappe di un difensore inglese invece di servire Haaland per il colpo che ci avrebbe uccisi. E infine sempre sia lodato Nyland, il portiere della Norvegia che si è lasciato sfuggire il pallone sui piedi di Bellingham per il nostro definitivo 2-1. Stesso errore fatto la sera prima da Lammens, il portiere di riserva entrato al posto del Gianni Riotta belga, Thibaut Courtois (si assomigliano solo, Courtois non ammorba la gente spiegando loro come funziona l’America), nella partita che ha mandato la Spagna in semifinale.
Vinca chi deve vincere, questa sera, che noi dobbiamo concentrarci sul match di domani, ed evitare di cadere nel tranello dei corsi e ricorsi che tanto piacciono alla narrazione sportiva che si bagna quando sente i calciatori parlare con le esse alla fine – se è sudamericano è subito mate, futbol, garra, pelota, gambeta, chilena, sombrero, golazo, concha de tu madre, mano de Dios ma soprattutto dos cojones così. Nessuna vendetta per il furto del 1986, dobbiamo vincere il Mondiale perché lo dobbiamo a noi stessi e alla storia di uno sport che senza di noi non esisterebbe. Messi ha detto che “sarà speciale” giocare contro l’Inghilterra, anche perché lui non ci ha mai giocato contro, e chissà cosa direbbe il suo nume tutelare Diego Armando Maradona a vedere che la sua Nazionale è diventata la squadra preferita del presidente della Fifa. Non possiamo saperlo, non essendo medium né giornalisti argentini. Sappiamo però che è morto Antonio Rattín, ex calciatore argentino cacciato dal campo nel 1966 nella sfida contro l’Inghilterra per cui poi la Fifa decise di usare dei cartellini colorati in modo che persino un argentino li capisse. Non mi stupirebbe che per celebrarne la memoria Infantino abbia chiesto di non usare i cartellini contro i giocatori dell’Albiceleste.