Il Palio delle Antiche Repubbliche Marinare che racconta il mare

La Regata unisce una competizione sportiva simile al canottaggio a una rievocazione culturale: la gara è sempre preceduta da un corteo nel quale le quattro città mettono in scena la propria storia. Settant’anni di Galeoni

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La squadra dei vogatori veneziani festeggia l’ultima vittoria al Palio delle Repubbliche marinare

La prima edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare venne disputata nell’estate del 1956 sulle acque del fiume Arno. In tribuna a Pisa era presente anche il capo dello stato Giovanni Gronchi, originario di Pontedera, non tanti chilometri dalla linea del traguardo. Gronchi riuscì a inserire in agenda questa manifestazione in mezzo a un tour di viaggi esteri, a cui i predecessori De Nicola e Einaudi non erano abituati. Settant’anni fa vinse Venezia su Pisa, Genova e Amalfi. Nel 2026, stesso campo di gara, è ancora Venezia a trionfare, interrompendo un dominio genovese lungo quattro anni. Il Palio delle Antiche Repubbliche Marinare unisce una competizione sportiva simile al canottaggio a una rievocazione culturale, infatti la gara è sempre preceduta da un corteo nel quale le quattro città mettono in scena la propria storia. La gara è qualcosa a se stante, anche se ha a che fare molto con il canottaggio, più con quello a sedile fisso che non quello che si pratica ai Giochi olimpici. La Federazione italiana canottaggio sedile fisso mette a disposizione giudici e cronometristi. Il giorno della gara è apparso a Pisa anche il presidente della Federazione italiana canottaggio Rossano Galtarossa, pure lui con un passato in questa disciplina. Il sito ufficiale dello sport il cui principale cantore è stato Giampiero Galeazzi ha dato le news con i risultati, appena dopo la conclusione delle gare maschile e femminile, del resto tutti gli atleti sono tesserati Fic.
Si gareggia a bordo di un’imbarcazione storica chiamata Galeone, ognuna delle quattro ha il colore rappresentativo della propria città. Verde con leone alato per Venezia, bianca con drago alato per Genova, azzurra con cavallo alato per Amalfi, rossa con l’aquila alata per Pisa. Il Galeone fu disegnato e costruito nel 1956 dai maestri d’ascia dei cantieri della Cooperativa gondolieri di Venezia e fu scelto tra tutti quelli proposti dai quattro Comitati cittadini proprio perché più attinente alla rievocazione storica. Oggi i galeoni sono in vetroresina, identici perché fatti in un unico stampo. Gli atleti a bordo sono otto più un timoniere o come nel caso unico di Venezia, perché accaduto per la prima volta nella storia, proprio a Pisa, una timoniera donna. Il timoniere, che a differenza di quello che succede nel canottaggio non viene pesato alla partenza (quello che invece passa alla bilancia è l’imbarcazione che deve essere uguale per tutti), ha il compito di guidare l’imbarcazione dando anche il tempo ai regatanti e al capovoga che ha pure lui un ruolo decisivo.
I campi di gara sono diversi per ogni città, a Pisa i canonici duemila metri da percorrere si fanno appunto sul fiume, a Venezia in laguna, bacino di San Marco e arrivo sul Canal Grande, a Genova il palio si disputa da un po’ di anni nelle acque del canale di calma di Prà, ad Amalfi direttamente in mare. In nessuna città le quattro corsie che vengono sorteggiate appena prima dello start sono così determinanti come a Pisa, perché sull’Arno la corsia esterna, la quarta è la più complicata visto che l’acqua è sempre più bassa. Tendenzialmente le centrali sono le migliori, quest’anno Venezia ha vinto sull’esterna dall’altra parte rispetto alla tribuna ed è andata più che bene. A Pisa la gara diventa sempre uno spettacolo perché lungo il fiume si crea uno stadio naturale lungo tutti i due chilometri con la gente che si mette sui ponti o sul lungofiume con gli occhi all’ingiù a seguire la gara, che da ogni posizione si vede molto bene. Gli otto componenti del Galeone per regolamento devono essere per metà della città in questione e per l’altra metà residente nella Regione di appartenenza. Ogni anno gareggiano campioni del canottaggio, Venezia aveva a bordo quest’anno il padovano Luca Chiumento, non al suo debutto, argento nel quattro di coppia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e campione del mondo a Shanghai 2025.
Per la prima volta nella storia delle quattro Repubbliche i ragazzi sono stati timonati da una donna che l’anno scorso guidava invece l’imbarcazione femminile, Angela De Lucchi, record del mondo di Indoor Rowing sui 100 chilometri categoria pesi leggeri femminile. A partire dal 2022 alla tradizionale gara maschile si è affiancata quella femminile, che inizialmente era una competizione mista, alle riserve di quella maschile veniva aggiunto metà equipaggio di donne. Poi da quando Venezia si è presentata con un galeone completamente di atlete, anche le altre città hanno seguito il buon esempio e oggi è una gara tutta rosa che dall’anno prossimo avrà ufficialmente il suo albo d’oro. Il 2 giugno scorso tra le donne ha vinto Pisa in corsia quattro, quella più complicata, a dimostrazione che quando una barca viaggia alla grande sconfigge anche la sfortuna. Oltre a campionissimi a bordo dei galeoni, anche gli allenatori sono grandi professionisti del canottaggio. Quest’anno ha esordito con il botto, vincendo il Palio subito al primo tentativo, Spartaco Barbo, head coach del Circolo Canottieri Saturnia, in passato ct della Nazionale maschile U23 e di quella di beach sprint. Una leggenda di questo sport. È stato determinante per ricreare un gruppo veneziano che sembrava stanco, perché anche in questa competizione uno spogliatoio unito fa la differenza. Non venendo da questo sport, Barbo, che non è originario di una delle quattro Regioni coinvolte nel Palio, ha saputo destreggiarsi in mezzo ai galeoni e in questo sono stati d’aiuto gli altri due tecnici dello staff, con grande esperienza nella Regata, come Massimo Martini e Stefano Zabotto.
Nella storia del palio ci sono, oltre al già citato Galtarossa, quattro medaglie olimpiche di cui un oro, anche Davide Tizzano, recentemente scomparso, oro a Seul e ad Atlanta. Della famiglia Abbagnale non hanno partecipato al Palio i campionissimi Giuseppe, Carmine e Agostino, mentre da alcune edizioni per Amalfi si imbarca Vincenzo, il figlio di Giuseppe. Avere in galeone un campione come Luca Chiumento o quelli appena nominati è un ovviamente un valore aggiunto per la squadra, uomini che possono fare la differenza in gara anche di qualche secondo, ma la fanno soprattutto a livello psicologico per i compagni. Rimane però il problema che atleti di questo livello hanno meno tempo per allenarsi tra competizioni internazionali e tutti i vari impegni. Quindi non è matematico che avere in squadra tanti olimpionici significhi vittoria. È dagli anni Ottanta che è iniziato l’inserimento degli eroi del canottaggio, prima si usavano soprattutto le glorie locali. Il fenomeno nasce quando Amalfi essendo la più piccola delle quattro repubbliche come numero di abitanti ha proposto di ampliare a livello regionale il bacino dentro il quale convocare gli atleti. Curioso il fatto che negli anni Novanta alcune edizioni della regata furono collegate ad una lotteria nazionale che regalava miliardi di lire ai vincitori. Un modo per rilanciare il Palio, perché così facendo oltre agli appassionati veri si intercettavano nuovi tifosi solo per avere avuto un biglietto in mano. Tutto questo a dimostrazione che il Palio è un fenomeno di costume nazionale che è entrato in qualche modo nella storia popolare di questo paese. La Rai trasmette la diretta di ogni edizione, al di là di qualche eccezione.
I primi tre Palii della storia li ha vinti Venezia, sfruttando soprattutto la forza dei gondolieri e di tutti coloro che praticavano la voga alla veneta, che però attenzione ha un modo di remare che è opposto rispetto al galeone. Venezia è ancora in testa all'albo d'oro, con ben trentacinque vittorie. Seguono Genova con 14, che negli ultimi anni sta dimostrando tutto il suo valore, Amalfi, forse la città in cui il Palio è sentito maggiormente tra la gente del posto e seguirne uno in costiera è un’esperienza da fare, con 13 e infine Pisa con 8. L’anno prossimo si disputerà l’edizione numero 72, Venezia difenderà in casa il trofeo in oro e argento appena conquistato.
(1 - continua)