L’altra partita di Wimbledon

Prima di diventare il torneo più chic del mondo, il tempio del tennis ebbe un ruolo determinante per fornire agli Alleati informazioni strategiche fondamentali e per disarmare Hitler. Almeno uno degli storici campi di Church Road fu usato dalla squadra di Bletchley Park di cui Alan Turing fu la mente più brillante



10 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 17:57
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Foto Ansa

In pochi sanno che il torneo di Wimbledon nacque nel 1877 con lo scopo di raccogliere fondi per l’acquisto di un nuovo rullo trainato da cavalli per la manutenzione dei campi in erba dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club. Iniziò con 22 concorrenti e con questo modesto obiettivo, prima di diventare il torneo più chic del mondo, una delle tradizioni più longeve del Regno Unito, la quintessenza dell’identità britannica, con la sua erba perfetta, il bianco immacolato delle divise, le fragole con la panna e il silenzio religioso del Centre Court. Ma il tempio del tennis e dell’eleganza è stato anche protagonista di una pagina della Storia con la S maiuscola ancor meno nota ai più. Non perché fosse stata dimenticata, ma perché era coperta dall’Official Secrets Act, il rigido vincolo di riservatezza imposto dal governo britannico a chi aveva partecipato alle attività di intelligence durante la Seconda guerra mondiale. Solo con la progressiva apertura degli archivi nazionali, studiati dalla scrittrice Nicoletta Maggi durante le sue ricerche sulla Gran Bretagna di Winston Churchill per il libro “Churchill’s Angle”, è emerso che, durante il conflitto, alcune strutture del complesso tennistico di Wimbledon furono requisite per esigenze militari e ospitarono attività collegate all’universo di Bletchley Park, il centro di crittoanalisi costruito dall’intelligence britannica dove il celebre matematico Alan Turing e la sua squadra progettarono The Bombe, la macchina elettromeccanica che decifrò l’impenetrabile sistema Enigma, utilizzato dalle forze armate del Terzo Reich per criptare le comunicazioni: un’invenzione, quella di Turing e compagni, che secondo molti storici abbreviò la guerra di due anni, permettendo di salvare milioni di vite. Anche Wimbledon, dunque, ebbe un ruolo determinante per fornire agli Alleati informazioni strategiche fondamentali e per disarmare Hitler. Nell’immaginario collettivo, Bletchley Park coincide con la villa vittoriana oggi trasformata in museo situata a circa ottanta chilometri da Londra, nel Buckinghamshire. In realtà, durante la guerra, quel centro si espanse rapidamente. Migliaia di matematici, linguisti, ingegneri, scacchisti, crittografi e operatori radio lavoravano giorno e notte. E lo spazio non bastava più. Per questo vennero realizzate decine di “huts”, i celebri capannoni operativi, ma anche numerose sedi distaccate distribuite nell’Inghilterra meridionale. Alcune avevano funzioni amministrative, altre ospitavano uffici tecnici, depositi o attività di supporto. E tra le sedi oggi documentate dagli archivi desecretati compare anche l’area in cui oggi si svolgono i Championships: almeno uno degli storici campi da tennis di Church Road fu usato dalla squadra di Bletchley Park di cui Turing fu la mente più brillante.
Wimbledon, simbolo dello sport britannico, diventò così una piccola infrastruttura della macchina bellica. Quando il Regno Unito entrò in guerra nel settembre del 1939, nessuno poteva immaginare quanto il conflitto avrebbe inciso sulla vita quotidiana del paese: Wimbledon smise di essere soltanto il teatro del torneo di tennis più prestigioso del mondo. Dal 1940 al 1945 i Championships vennero sospesi, e il club fu trasformato in una base della Protezione civile, ospitò vigili del fuoco, ambulanze, reparti della Home Guard, una stazione di decontaminazione e perfino una piccola fattoria con maiali, galline, anatre, conigli e orti destinati a sostenere il razionamento alimentare. I soldati britannici si addestravano nei corridoi dove oggi passeggiano i campioni del tennis. L’11 ottobre 1940 cinque bombe da 500 libbre caddero sull’All England Lawn and Tennis Club: una perforò il tetto del Centre Court, distruggendo circa 1.200 posti, un’altra rase al suolo il deposito degli attrezzi, altre ancora esplosero nei pressi di Church Road e sul vicino Wimbledon Park Golf Club. I danni furono così gravi che, quando il torneo riprese nel 1946, il Centre Court non era ancora stato completamente restaurato. Il lavoro dei crittoanalisti di Bletchley Park era estenuante: i turni di giorno e di notte erano massacranti. La concentrazione doveva essere assoluta e le responsabilità erano enormi: un errore poteva costare centinaia di vite. Per questo motivo il governo britannico incoraggiava attività ricreative, tra cui concerti, teatro, danza e naturalmente sport. E dai programmi del Recreational Club di Bletchley Park, che coinvolgeva anche la succursale di Wimbledon, compaiono il tennis e piccoli tornei interni. “I dettagli possono essere richiesti a Mrs Rose. I giocatori possono prenotare i campi nella hall del main building. Di volta in volta sono organizzati tornei”, si legge nel programma. Giocare era considerato parte dell’equilibrio psicologico necessario per tornare davanti alle macchine e ai messaggi cifrati con la mente lucida. E a Church Road, anche se la guerra imperversava, si respirava sempre il profumo delle competizioni dei tornei di Wimbledon. I protagonisti di Bletchley Park, al termine del conflitto, firmarono l’Official Secrets Act e tornarono alla vita civile nel silenzio più assoluto. Molti morirono senza ricevere alcun riconoscimento e lo stesso Alan Turing non vide mai celebrata la propria impresa durante la sua vita. Fino al 1974 rimase tutto segreto. Poi, progressivamente, gli archivi hanno fatto il loro lavoro, restituendo gloria postuma al matematico britannico e ai suoi ingegnosi collaboratori.