Manca solo che Infantino batta i rigori al posto di Messi e che Trump telefoni per bombardare Bruxelles

Il mondiale va avanti tra l'assurda vittoria dell'Argentina, le chiamate del presidente americano, le minacce e gli avvoltoi indecenti che calano sul cadavere sportivo di CR7

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A un certo punto ho pensato che Gianni Infantino sarebbe sceso in campo lui, a battere un rigore al posto di Messi, con addosso la maglietta dell'Argentina (gli sarebbe bastato togliersi la camicia, la usa da un mese come voi italiani usate la canottiera) e ovviamente il portiere egiziano legato al palo, non si sa mai. Mi sono illuso che fosse la volta buona, che nonostante un tabellone che manco Sinner a Wimbledon l'Argentina subisse finalmente il destino che merita. Niente da fare, l'unica è sperare in un post-sbronza molto complicato, e non leggere i denudamenti quotidiani perché Messi ha sconfitto una squadra il cui blocco forte gioca nell'allenantissimo campionato egiziano. E, naturalmente, i soliti paragoni con Cristiano Ronaldo, incapace di incidere nell'ottavo del Portogallo.
Confesso di provare pena per gli avvoltoi che si sono avventati sul cadavere di CR7 dopo la sua prestazione da sagoma cartonata contro la Spagna (partita in cui le sagome cartonate sono state molte, anche tra gli iberici). Andava sostituito? Sì. È un cialtrone colpevole dell'eliminazione della sua Nazionale dal Mondiale e doveva ritirarsi quattro anni fa? Calma. Il CR7 prime è finito da tempo proprio come molti dei commentatori che da giorni ne celebrano il funerale sportivo e invece insistono ad andare in tv a parlare senza dare spazio ai più giovani (ogni riferimento alla Rai è voluto). Certo, lui non aveva Gianni "Schiena dritta" Infantino in tribuna a dispiacersi per i gol segnati dagli avversari come successo all'Argentina del feticcio di Rosario, e nelle analisi di fine carriera che già gli cuciono addosso è presentato come un buon bomber e poco più, quando con i trofei vinti nei club, e in tre diversi campionati europei, non solo al Circo Barça o nella Lega dei mangiarane con la kefiah, può appoggiarlo in testa anche all'idolo di Lele Adani.
Vedremo cosa farà Ronaldo adesso, ma è più interessante capire cosa farà Trump, l'uomo a cui hanno dovuto spiegare a cosa serve il cartellino rosso come un tempo bisognava spiegare alle donne cosa fosse il fuorigioco (ho detto "un tempo", non rompete i coglioni). Il presidente americano non ha capito che tu puoi anche bombardare l'Iran, minacciare la Meloni, rapire Maduro e grabbare le pussy, ma se tocchi il calcio difficilmente te la cavi. Prima della sua telefonata a Infantino gli Stati Uniti erano una squadra simpatica, non dico favorita, da quel momento sono diventato lo zimbello persino di una Nazionale di scappati di casa come il Belgio, che ha esultato con la Trump Dance invece di chiedere scusa per la pettinatura di De Ketelaere. Certo, Trump adesso può sempre chiamare Infantino e far ripetere la partita, bombardare Bruxelles o aumentare i dazi al Belgio, e conoscendolo potrebbe scegliere tutte e tre le opzioni. Sempre che qualcuno gli spieghi che con una sconfitta per 4-1 gli Stati Uniti non possono dire di avere vinto comunque.